giovedì 29 marzo 2018
Giornata del Decorato 2018 Roma 13 14 15 aprile 2018
SYLLABUS
Oggetto:
Scopo del presente Syllabus è quello di delineare la architettura della
Giornata del Decorato che si terrà a Roma dal 13 al 15 aprile 2018.
Articolazione della Giornata:
La Giornata del Decorato 2018 si articola in tre
giorni, nei quali si svolgeranno le seguenti attività
a)
Venerdì 13 aprile 2018
. Convegno di Studi: Tema Il Valore
militare dall’Unità alla Crisi Armistiziale 1861-1943
. Cerimonie
di Omaggio al Valore Militare
b)
Sabato 14 aprile 2018
. Commemorazione Ufficiale. Cerimonia
Alle “Fosse Ardeatine”
. Attività Culturale Presso la Sede
Nazionale.
. Cena Di Gala
c)
Domenica 15 aprile 2018
. Omaggio al Valore Militare.
Passeggiata al Gianicolo. La Repubblica Romana 1849
Il Colpo di Cannone di Mezzogiorno.
. Conclusione con l’omaggio al Sacrario
dei Caduti della Repubblica Romana.
I
GIORNATA.
Venerdì 13 aprile 2018
. Convegno di Studi: Tema Il Valore
militare dall’Unità alla Crisi Armistiziale 1861-1943
Il Convegno di Studi si articola nel seguente modo
Ore 08,30.
Presentazione degli Atti. Giornata del Decorato
2017.“Il Valore Militare e le missioni di pace”
Oggetto
della relazione è la presentazione, in forma sintetica, degli Atti del Convegno
tenuto lo scorso anno in occasione della Giornata del Decorato 2017.
Rappresenta la Continuità della Ricerca scientifica del CESVAM, che vede nella
Giornata del Decorato una occasione per approfondire aspetti del Valore
Militare. Gli Atti sono stati Pubblicati nella Collana Storia in Laboratorio.
Ore 9,00
Apertura del Convegno di Studi
Saluti delle Autorità Convenute.
Saluti del Presidente Nazionale del Nastro Azzurro
gen. Carlo Maria Magnani
L’Intervento del
Presidente Nazionale introduce i lavori del Convegno. Ha lo scopo di illustrare
la volontà dell’Istituto di dare un significato anche accademico-scientifico
oltre che rievocativo-commemorativo alla Giornata del Decorato, ribadendo
l’impegno di diffondere i significati e i contenuti dello Statuto
dell’istituto, così come svolto lo scorso anno.
Presiede : Direttore del Centro Studi su Valore
Militare gen. Dott. Massimo Coltrinari
La
Presidenza del Direttore del Centro Studi ha il preciso significato di far
svolgere i lavori del convegno entro i binari dei lineamenti che il CESVAM si è
dato. Oltre al naturale rispetto dei tempi, ha il compito di fa svolgere le
relazioni secondo gli intendimenti
espressi e come sono state commissionate ai rispettivi Relatori. Inoltre
deve svolgere una attenta azione di rispetto della articolazione del Convegno,
nelle tre fasi, la prima di raccordo con la Giornata del Decorato del 2016 e
quella del 2017, la seconda di approfondimento storico-giuridico-militare del
Valore Militare durate tutto l’arco del periodo monarchico della nostra Storia
Unitaria la terza di testimonianza dei Soci che, hanno la possibilità di
estrinsecare nella seconda parte del Convegno.. Dovere di chi presiede e che
queste testimonianze siano incisive, brevi e significative e non personali.
Il Significato del Convegno illustrato dal Direttore
del CESVAM.
I
TORNATA SESSIONE MATTUTINA
Presentazione delle Relazioni
Preside Segretario Generale della ANFIM – Aladino
Lombardi
ORE 09.20 I RELAZIONE Massimo Coltrinari
Il Valore Militare in
età risorgimentale 1861-1870
La Relazione
intende dare un quadro generale della
evoluzione ed espansione dell'Esercito Sardo iniziato nel 1859 con l'annessione
della Lombardia ed alimentato dalla emigrazione in Piemonte di tutti i
rivoluzionar in italiani. Questa evoluzione si accentuò nel 1860 con
l'annessione degli stati dell'Italia Centrale, delle Marche e dell'Umbia e con
la spedizione dei Mille con le provincie meridionali. Inoltre nel 1861 vide
affluire i componenti dell'esercito garibaldino. Uno dei fattori coagulanti e
di amalgama che operarono in senso a quelo che divenne il 4 maggio 1860
l'Esercito Italiano fu il Valore Militare. Il suo riconoscimento alimetò il
senso di apparteneza e di dedizione. La Relazione esplorerà questo aspetto.
ORE 09,40 II RELAZIONE Relatore Gen C. A. Carmine
Fiore
Il Valore Militare
nelle campagne coloniali 1882-1915
La Relazione
intende tracciare un quadro (syllabus della relazione da
sviluppare)
0RE 10.00 III
RELAZIONE Paolo Formniconi
Il Valore Militare e
la Grande Guerra
Nell'arco di tre anni di guerra il Valore Militare
fu uno degli elementi di sostegno e di coesione insieme all'amor di patria ed
al dovere di cittadini in armi. La Relazione presenterà la Grande Guerra da
questa visione, ovvero il valore militare come fattore concorrente per la
vittoria finale.
La Relazione
intende dare un quadro esaustivo
(syllabus della relazione da sviluppare)
ORE 10.20 IV
RELAZIONE Gen. Antonio Daniele
Il Valore Militare
fra le due guerre mondiali 1919.1939
La Relazione
vuole dare indicazioni sul significato al valore militare all'indomani della Grane
Guerra, al suo retaggio; in più la nascita dell'aviazione come Arma
indipendente darà vita a nuove figure, come l'Asso
dell'aeronautica che si affianca alla tradizionale figura del Valoroso e
dell'Eroe.
ORE 10.40 V RELAZIONE Ten. Col. t.ISSMI Gianluca Bonci
Il Valore Militare
nella Seconda Guerra Mondiale 1940-1943
La Relazione
intende sviluppare l’intero arco del Secondo Conflitto
Mondiale, i vari teatri operativi in Balcania, in Africa sia Orientale che
Libico.egiziana, russia e metropolitano nel modo in cui è emerso il valore militare,
che nella retoroica e nella memorialistica è stato spesso utilizzato per
mascherare errori, sconfitte e
responsabilità dei Capi e con un approccio assolutorio e giustificativo
per l'opinione pubblica.
ORE 11.00 V RELAZIONE Prof. Giancarlo Ramaccia
Il Valore Militare
e la Crisi armistiziale. Per gli Italiani il momento delle scelte
La Relazione
intende sviluppare l’intero arco della crisi armistiziale ( settembre-ottobre
1943) in cui gli Italiani si sono trovati davanti a se stessi, ovvero per tutti loro era arrivato il Momento delle
Scelte.I rapporti con l'ex alleato, con il regime crollato il 25 luglio 1943,
con gli Alleati-conquistatori che diedero vita alla reazione armata con varie
figure espressione dei rinascenti partiti politici a fronte di chi preferiva attendere il
vincititore (attendismo) e la solita massa degli ooprtunisti pronti a stare
accanto al più forte. Il Valore militare in queste circstante assume un aspetto
di chiarificazione e di identificazione comunitari.
A seguire se vi sarà la possibilità, altri
interventi sulle relazioni presentate
ORE 12.00 Conclusioni:
Presidente della Anfim Aladino Lombardi
Presidente Nazionale del Nastro Azzurro. Gen. Carlo Maria Magnani
ORE 12.15. TERMINE DELLA PRIMA TORNATA DI LAVORI
Free Lunch
(su prenotazione) Raggruppamento Logistico Centrale.
Complesso Logistico Lungara” Via della Lungara 81/C Palazzo Salviati Tel. 06 6867743 L.M. 3/ 7579 3/7588
Nella Mattinata del 13 aprile 2018 dalle 9,30 alle
12,30 si svolgeranno cerimonie e di Omaggio floreale come segno di Onore verso
il Decorato in alcuni monumenti di Roma, scelti in relazione alla tematica del
Convegno.
Il
Segretario Generale, presente il Labaro Nazionale e Soci
decorati al Valor Militare renderà omaggio, pronunciando una allocuzione di
circostanza, ai seguenti monumenti
Ore 9,30-10 – Porta Pia. Monumento alla Breccia. (Il
Valore Militare nel Risorgimento)
Rendere
omaggio al Monumento che ricorda il passaggio di Roma dallo Stato Preunitario
allo Stato Nazionale significa prendere atto che si compiva nel 1870 l’unità
nazionale e l’Italia non era più una semplice espressione geografica come era
considerata fino al 1849.
Ore 10,30 -11, 30 – Monumento ai Cinquecento di
Dogali ( Il Valore Militare nelle guerre coloniali)
Il
Monumento ai Cinquecento Caduti nella battaglia di Dogali rappresenta il
ricordo del nostro impegno coloniale, voluto per trovare sbocchi economici alla
giovane nazione italiana e che ebbe risvolti tristi e difficili, ma in cui non
venne meno la dimostrazione del Valore Militare.
Santa Maria
degli Angeli. Tombe dei protagonisti della Grande Guerra
(Valore
Militare nella Grande Guerra)
Santa
Maria degli Angeli a Roma ha accolto la salma del Milite Ignoto il 3 Novembre
1921 prima che questa fosse trasferita
all’Altare della Patria, il giorno dopo. Ospita la tomba del duca della
Vittoria, Diaz, la tomba dell’Ammiraglio Thaon di Revel, e del Primo Ministro
Vittorio Emanuele Orlando. Deporre un omaggio floreale su queste tombe
significa onorare tutti i combattenti della Grande Guerra.
Ore 12,30 -13,00 Porta San Paolo. Monumento. (Valore
Militare nella Seconda Guerra Mondiale)
Porta San Paolo ha visto le gesta del
popolo romano nei primissimi giorni della crisi armistiziale, quando per gli
Italiani venne il momento delle scelte. Ricordare quei momenti fondanti la
nostra attuale Repubblica significa aiutare a capire e riflettere sui momenti
decisivi della nostra storia in cui non venne anche in queste difficili
circostanze il Valore Militare.
II
TORNATA SESSIONE POMERIDIANA
(Scopo
delle Comunicazioni e quello di dare spazio ai Soci del Nastro Azzurro)
Comunicazioni
Presiede Gen. Prof. Massimo Coltrinari
Ore 15.00 I Comunicazione Prof. ssaAlessandra Soroni.
Collaborazione Società
Tarquiniense di Arte e Storia e Istituto del Nastro Azzurro. La Emeroteca
relativa alla
Pubblicistica Militare.
Nota comunicativa relativa al progetto
di edificare una Emeroteca della Pubblicistica Militare con accardo fondi di
archivio specialistici che sono il frutto delle ricerche e degli studi condotti
dal CESVAM, con particolare alla storia recente di Tarquinia sul versante militare
( Scuola paracadutisti e attività speciali)
Ore 15.15 II Comunicazione Avv. Domenico Baldassarre
La Federazione di Torimo
dei suoi primi cento anni di vita.
Ore 15.30 III Comunicazione Dott. Emanuele Cerutti
Il Museo dell’Istituto
del Nastro Azzurro a Salò
Illustrazione dello stato e delle
attività di prospettiva del Museo Storico dell'Istituto del Nastro Azzurro e le
sue attività collegate ed in particolare come sinergia del CESVAM
Ore 15.45 IV
Comunicazione Sig. Mario Pereira
Federazione di Pistoia
La FEB (Forza di Spedizione Brasiliana)
in Italia 1943-1945
Nota
riguardante il Contributo dei soldati Brasiliani venuti in Italia e partecipati
alla Campagna d''Italia delle Forze Alleate.
Ore 16.00 V Comunicazione Sig. Stefano Bernini – Federazione di Pistoia
Breve storia di Francesco Ciavarella,
cittadino pistoiese Caduto nell’Eccidio delle Fosse Ardeatine
Ore 16.15 VI Comunicazione Cav. Uff. Giorgio Lavorini Federazione di
Pistoia
Breve Storia della M.O.V.M. Giovanni Marini,
Decorato pistoiese al quale è stata intitolata la Caserma del
183° Reggimento
Paracadutisti Nembo”
Ore 16.30 VII Comunicazione Dott. Giovan Battista
Birotti
Il Soldato Giapponese del
'900 ed il Valore Militare.
Nota
riguardante i risvolti sociali ed econominci oltre che militari nella
formazione dello Stato del Giappone ad inizio secolo
Ore 16.45 VIII Comunicazione Dott Massimo Squillaci
Don Giovanni Mimozzi e le Case del
Soldato nella guerra 1915-1918.
Il
trentenne Cappellano militare Don Giovanni Minozzi raggiunge il fronte italiano
nel giugno 1915 per prestare assistenza spirituale e materiale ai soldati, e
organizza una rete di luoghi di accoglienza che nel poco tempo libero concesso
ai soldati offra loro un ambiente familiare dove ricrearsi divertendosi ed
anche istruendosi. Nascono così le Case del Soldato (sala lettura, scrittura,
scuola analfabeti, cinema, teatro, strumenti musicali). Alla fine della guerra
saranno più di 500 su tutto il fronte.
Ore 17.00 IX
Comunicazione. Avv. Francesco Atanasio
Il Valore Militare in Età
Monarchica Vittorio Emanuele II e Umberto I
Ore 17.15 X Comunicazione Osvaldo Biribicchi.
Il Dizionario Minimo della
Guerra di Liberazione
Nasce dalla presentazione di un Progetto
presentato al Ministero della Difesa. Ha lo scopo di preparare un Dizonario su
otto volumi di cui 3 relativi al Compendio,3 relativo al Glossario, uno di
indici ed uno dedicato alla Guida in cui si esplicano le mappe tecniche e le
mappe logiche per la consultazione del Dizionario che deve essere inteso come
uno strumento per accedere ad internet a sostegno di studi e ricerche.
Ore 17.30 XI
Comunicazione.Gerardo Severio
Michele de Rada Storia di
un Generale
La Comunicazione illustrerà nei dettagli
la figura e l'opera del Generale De Rada a cavallo della fine dell'ottocento ed
inizio del novecento.
Ore 18.00 XII
Comunicazione. Anna Maria Menotti
Il valore
prerisorgimentale. Ciro Menotti ed i congiurati del 1831. Manfredo Fant, Enrico
Cialdini ed altri.
La comunicazione illustrerà la vicenda
di Ciro Menotti ed il suo sacrificio come antesignano della epopea
risorgimentale; darà cenno anche ai suoi compagni tra cui giovanissimi patrioti
che diverranno protagonisti delle vicende unitarie italiane
Ore 18.15 XIII
Comunicazione. Alessio Pecce
La Preparazione del
Dizionario minimo della Grande Guerra 1915-1918.
Su
progetto presentato al Ministero della Difesa, dal giugno 2017 un equipe di
ricercatori in seno al CESVAM ha elabarotato questo Dizionario che si articola
in Compendio (cinque volumi) e Glossario (cinque volumi) più un volume di
Indici e di Guide.
Ore 18.30 XIV Comunicazione Federico Mammarella
Il Valore Militare
nella Guerra di Spagna 1936-1939
Sulla
base degli studi condotti in Spagna nel quadro Emmaus, e sugli elaborati della
tesi di dottorato si presenta un cenno sul Valore Militare in questa guerra
civile sia da parte franchista che da parte delle brigate internazionali con un
cenno al Corpo Truppe Volontarie Italiano.
Ore
18.45 XV Comunicazione Mario Me
Gli eventi nel Nord della
Sardegna all’indomani dell’Armistizio. (Titolo provviosio)
Esposizione
di sintesi del progetto in preparazione al CESVAM sugli eventi armistiziali che
videro protagonisti le unità della Squadra Navale Italiana e le forze di terra
schierate nel Nord della Sardegna.
Ore 18.45 Conclusioni Gen. Dott. Massimo Coltrinari .
Ore 19.00 Termine dei Lavori
Ore 20.00 Cena alla Foresteria Lungara Da Definire nei dettagli
Free Lunch
(su prenotazione) Raggruppamento Logistico Centrale.
Complesso Logistico Lungara”
Via della Lungara 81/C Palazzo Salviati Tel. 06 6867743 L.M. 3/ 7579 3/7588
La
COMMEMORAZIONE
II GIORNATA
MATTINA14 APRILE 2018
Commemorazione Ufficiale. Cerimonia Alle “Fosse
Ardeatine”
Mausoleo delle Fosse Ardeatine
Ore 09,30 – 10.00 Arrivo dei Partecipanti.
Ammassamento Labari e Rappresentanze
Ore 10,00 – 10.20
Accesso al Mausoleo delle Fosse Areatine.
Ore 10.25 -
Arrivo Massima autorità
Ore 10,30 – Inizio Ceromonia
La Massima Autorità, il Presidente dell'ANFIM; il Presidente del Nastro
Azzurro depositano
la Corona d'Alloro.
Ore 10.40
Saluto del Presidente dell'ANFIM
Saluto del Presidente del Nastro
Azzurro
Allocuzione della Massima Autorità
Ore 11,10
Appello dei Martiri Decorati al Valor Militare (Aladino Lombardi)
Letture di Studenti
Ore
11,50 Cerimonie Religiose ( Rito
Cattolico e Rito Ebraico)
Ore 12.00 -
Silenzio Fuori ordinanza
Gli Studenti depositano un fiore sui Sacelli dei Decorati al Valor Militare
Termine della cerimonia
POMERIGGIO.
Sabato 14 aprile 2018
Attività Culturale Presso la Sede Nazionale. Piazza Galeno 1.
Ore 16, 00 –
ore 19 Presentazione del Volume di
Giovanni Cecini
“I Generali decorati nella Grande Guerra”
. Gen. Carlo
Maria Magnani, Gen. Dott. Massimo
Coltrinari, Gen. Antonio Daniele, Prof. Giancarlo Ramaccia
Presentazione della Collana “I Libri del Nastro
Azzurro” e della produzione editoriale del Nastro Azzurro. Promozione e
sottoscrizione delle pubblicazioni
Ore 16-19,00
Lady Programme
per il pomeriggio. Il centro di Roma. Piazza di
Spagna, Fontana di Trevi, Via Condotti ed altro
SERA 14 APRILE 2018 Ore 20,00.
Cena Di Gala ( Su Prenotazione) Foresteria della Pio
IX. Castro Pretorio
III
Giornata
MATTINA
15 APRILE 2018
Omaggio
al Valore Militare. La Repubblica Romana 1849. Il Gianicolo.
Roma, Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Forte Bravetta.
Parte
Culturale.(Facoltativa)
Spiegazione Itinerante a cura del CESVAM sul
Gianicolo. Componenti del CESVAM spiegheranno ai convenuti il significato
dei vari monumenti o loghi che si andranno a visitare sotto il profilo del
Valore Militare). Facoltativo per tutti i partecipati
Ore 9,00 -9,30 Arrivo dei partecipanti a Piazza della Rovere.
Ore 9,30 – 11,00 – Percorso guidato in cui verrà
illustrato come è rappresentato il Valore Militare: la Chiesa di Sant’Onofrio,
L’Anfiteatro e la Quercia di Torquato Tasso. Il panorama di Roma verso ovest;
Il faro degli Italiani. Gabriele d’Annunzio ed il valore militare nel primo
novecento.; Le Erme della parte occidentale del Gianicolo: il valore militare
nella Repubblica Romana.; Il Monumento
di Annita Garibaldi ed il Valore militare al femminile; Giuseppe Garibaldi e la sua azione nella
Repubblica Romana; Il retaggio della Costituzione del 1849
Arrivo a
Piazzale Garibaldi-
Parte
Celebrativo.Commemorativa
Forte
Bravetta. Via di Bravetta 78. Roma
Ore 09,30. Il Presidente Nazionale, con il Labaro Nazionale e Soci Decorati
renderà omaggio ai Martiri decorati[1]
di Forte Bravetta. Parco della Memoria. Deposizione di una Corona di Alloro al
monumento di Forte Bravetta.
Continuazione della Cerimonia alle Fosse Ardeatina come omaggio al
Valore Militare non solo ai Martiri delle Fosse Ardeatina ma a tutti i
combattenti ed i Caduti della Guerra di Liberazione a Roma 1943-1944
Gianicolo.
Piazzale Giuseppe Garibaldi
Ore 11,00 – 11,50 Ammassamento dei Labari e delle
Rappresentanze al Mausoleo della Repubblica Romana
Partecipanti tuti
alla Giornata del Decorato
Spiegazione della
Tradizione del Colpo di Cannone di mezzogiorno e note sulla Repubblica Romana.
Ore 12.00 Il Colpo di Cannone di Mezzogiorno.
Ore 12.01
Sfilamento dei Labari del Nastro
Azzurro, delle Rappresentanze e dei partecipanti dal Piazzale Giuseppe Garibaldi al
Mausoleo della Repubblica Romana.
Apre il corteo il Vice Presidente Nazionale Giuseppe Pica, con accanto
il Labaro Nazionale.
Ore 12,30 Omaggio al Sacrario dei Caduti della
Repubblica Romana.
Deposizione di Corona. Cerimonia. Presenza del Labaro Nazionale e di tutte le Rappresentanze
Lettura della Motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla
Città di Roma 1849-1949
Onore ai Caduti. Silenzio Fuori ordinanza
Discorso di Chiusura della Giornata del Decorato 2018 : Vice Presidente
Nazionale Domenico Pica
Ore 13,00 Termine della Giornata del Decorato 2018.
Indicazioni logistiche:
Free Lunch (su prenotazione) Raggruppamento
Logistico Centrale. Complesso Logistico Lungara”
Via della Lungara 81/C Palazzo Salviati Tel. 06 6867743 L.M. 3/ 7579 3/7588.
Giornata del Decorato 2018
Segreteria:
Segreteria Generale del Nastro Azzurro Piazza Galeno 1
Roma
Email:segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
Tel. 06 4402676
CESVAM Centro Studi sul Valore
Militare.
[1]
Martiri Medaglia d’Oro: Fortunato Caccamo, Antonio d’Ortenzi, Ezio Malatesta,
Fabrizio Vassalli:
Medaglia d’Argento: Mario Carucci, Paolo Renzi, Corrado Vinci.
Una dettagliata nota incentrata sulle biografie e
sulle gesta dei Martiri Decorati sarà pubblicata con post di marzo su QUADERNI
ON LINE, www.valoremilitare,blogspot.com
lunedì 19 marzo 2018
18 settembre 1860 La delimitazione del territorio dello scontro
L’identificazione dell’area della battaglia. Per
procedere con metodo in un primo luogo fu necessario delineare ciò che in
teoria si vuole definire (aree di battaglia).
Si adottò il concetto, estremamente empirico e non conforme
al nomenclatore militare in uso sia all’epoca (1860) che nei periodi
successivi, del luogo ove le forze contrapposte (in questo caso le forze sarde
al comando del Cialdini e quelle pontificie al comando del De La Moricière)
entrarono o parteciparono al combattimento.
Questo concetto presupponeva la seguente distinzione:
a) intendere e comprendere nell’area della battaglia le
forze sarde e pontificie disponibili e pronte ad entrare in combattimento a
seguito dell’evolversi degli avvenimenti.
b) (con un approccio più restrittivo) solo quelle che
effettivamente entrarono a contatto e sostennero il combattimento.
Nel primo caso si sarebbero considerate le seguenti località:
- Recanati – Loreto: presenza delle forze mobili
pontificie dal 17 al 19 settembre 1860;
- Colle Oro – Crocette – Castelfidardo – Osimo:
schieramento delle unità del quarto corpo sardo.
- Ponti di Loreto – San Rocchetto: forze di copertura
sarda;
- Camerano: unità della guarnigione pontificia di Ancona
uscita dalla piazzaforte per dare sostegno alle truppe mobili ed attestarsi a
Camerano il 17 settembre 1860.
In questo modo l’area della battaglia era configurata
dal perimetro avente per punti di vertice:
Loreto – Colle Oro – Osimo – Recanati.
Tale area comprendeva al centro la dorsale Colle Oro,
Crocette, Castelfidardo, Osimo.
Questa configurazione dell’area della battaglia,
includente tutte le forze disponibili per il combattimento, anche se valida
sotto il profilo teorico, non poteva essere accettata ai fini museali sia per
la sua vasta dimensione sia per le intrinseche difficoltà di attuazione. Rimase
in ogni caso come una individuazione teorica e come quadro di riferimento
generale.
Il secondo caso comprendeva le seguenti località
(tutte poste sulla riva sinistra del fiume Musone):
-
il punto in cui i carabinieri svizzeri aprirono il
fuoco contro il XXVI battaglione bersaglieri sardo alle 9,20 del 18 settembre
1860;
-
l’area della battaglia detta (Battuta), sede attuale
del Sacrario: oggi vi sorge il sacrario dedicato ai caduti della battaglia di
parte sarda, è l’area in cui si svolsero i combattimenti attorno alla casa
Senerella del Mirà e da cui il de Pimodan operò la conversione verso ovest,
aprendo la via di Ancona alle restanti truppe pontificie (5.000 uomini circa);
-
l’asse Battuta – Santa Casa di Sotto – Casino Sciava.
Area Colle Oro: l’area ove si svolsero i più cruenti scontri; l’asse è la
carrareccia oggi denominata via della Battaglia che corre nella selva di
Castelfidardo.
La brigata di Pimodan fu contenuta dai sardi e poi
respinta qui dai fanti della brigata regina;
-
la località Crocette: posto in un quadrivio, questo
villaggio è rimasto come nel 1860. Vi termina la via della Battagli.
In questa area operano i reparti sardi che
effettivamente entrano in combattimento, ovvero 9° e 10° reggimento fanteria
(brigata Regina), XI, XII, XXVI battaglione bersaglieri, 2° batteria del 5°
reggimento artiglieria, I sezione della 5a batteria dello stesso reggimento, 4a batteria dell’8° reggimento artiglieria e il reggimento lancieri di Novara, in
totale 4880 uomini, 445 cavalli a 14 pezzi di artiglieria.
In questo secondo caso l’area della
battaglia è delimitata dalla riva sinistra del fiume Musone, dal limitare della
selva di Castelfidardo fino alla località Crocette, dall’asse Crocette – Sacrario
della battaglia. Un triangolo relativamente ristretto e per l’80% circa formato
dalla selva di Castelfidardo.
Il fatto che questa delimitazione comprendesse la
selva ed un tratto di pianura leggermente ondulata permise, ad una prima
valutazione, di poter continuare a verificare l’ipotesi di edificazione della
terza struttura museale
massimo coltrinari
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
giovedì 4 gennaio 2018
ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO
QUADERNI ON LINE
SU
www.valoremilitare.blogspot.com
CONTATTI:centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
SOMMARIO
ANNO
LXXVII, Supplemento on line, III, n. 12
Dicembre
2017
Editoriale, Progressione
geometrica verso il futuro
su
www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 19.12.2017
IL
MONDO DA CUI VENIAMO: LA MEMORIA
APPROFONDIMENTI
Redazionale, Prigionia
italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Gran Bretagna
su
www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 3.12.2017
Redazionale, La
guerra totale sottomarina 1917. La svolta tedesca per la vittoria
su
www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 7.12.2017
Redazionale, Il
dramma ebraico nella seconda guerra mondiale
su
www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 9.12.2017
Redazionale, Non
solo Caporetto. Le offensive tedesche in Francia nel 1918
su
www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 12.12.2017
Biasiolo Alessia,
L'organizzazione della Repubblica Sociale
Italiana
su
www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 14.12.2017
Redazionale, Prigionia
negli stati Uniti II
su
www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 18.12.2017
Coltrinari, Massimo, Il
teatro di guerra sul fronte orientale
su
www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 19.12.2017
Biasiolo Alessia, Hilter
ed i “protocolli dei Saggi di Sion”
su
www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 22.12.2017
Coltrinari, Massimo, I
primi sei mesi di guerra. Analisi I
su
www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 23.12.2017
Coltrinari, Massimo, Il
fronte occidentale. Francia 1914
su
www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 23.12.2017
ARCHIVIO
Redazionale, Marinai
in grigioverde. 1917-1918
su
www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 8.12.2017
Redazionale, Caimani
del Piave. Operazioni dietro le linee nemiche
su
www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 15.12.2017
Redazionale, Affondamento
del piroscafo “Re Umberto” 8 giugno 1916
su
www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 16.12.2017
Coltrinari, Massimo,
Dottrina e procedimenti di impiego
su
www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 27.12.2017
DIBATTITI
Redazionale, Il
Valore Militare nel 1915. I primi sei mesi di guerra
su
www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 5.12.2017
Redazionale,, Nota.
I segni del Valore
su
www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 20.12.2017
MUSEI,ARCHIVI,BIBLIOTECHE
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in data 31 12 2017
venerdì 15 dicembre 2017
domenica 5 novembre 2017
domenica 29 ottobre 2017
Figurino Storico Osimo
Plastico della Basilica di Loreto con soldati pontifici alcuni giorni prima dello scontro di Castelfidardo nel settembre 1860
lunedì 2 ottobre 2017
martedì 19 settembre 2017
Anninversario
Ieri, 18 settembre 2017, correva l'anniversario dello scontro tra i soldati del De La Moricière e quelli del IV Corpo d'Armata del gen. Cialdini nella piana di Loreto.
Presenti alla Cerimonia tenuta presso l'Ossario
il Presidente della Accademia di Oplologia e MIlitaria
Massimo Ossidi
e il Presidente della Federazione Provinciale
del Nastro Azzurro
Franco Mondaini
Lo scontro iniziò alle ore 9,20 e terminò alle ore 14
Il 19 settembre 1860 in una casa colonica di Villa Musone
si incontrarono il Gen Cialdini ed il colonnello pontificio Guenghoven e stipularono la resa degli oltre 5000 soldati che si erano ritirati a Loreto
determinando la fine dello scontro.
Iniziava la battaglia per Ancona
piazzaforte pontificia
mercoledì 26 luglio 2017
.
massimo coltrinari (centrostudicesvamòistitutonastroazzurro.org)
La
vigilia dello scontro di Castelfidardo:
17 settembre 1860.
Il Rafforzamento della linea di interposizione
La mattina del 17 settembre 1860 le truppe sarde
necessitavano di un meritato quanto improcastinabile riposo , dopo la gran
fatica sostenuta nei giorni precedenti. Di conseguenza tutta la mattinata del
17 settembre fu lasciata a disposizione dei reparti affinché provvedessero a
seconda delle loro esigenze.
Il Comando Sardo, seguendo le truppe, aveva deciso di
spostarsi da Osimo, a Castelfidardo, prendendo stanza non nel paese, ma nelle
pendici sottostanti, verso sud, nel Convento di Sant'Agostino. Era una sede
abbastanza agevole in quanto lungo la
via che conduceva sia ad Osimo che a Recanati-Loreto.
La valutazione della situazione operativa, abbozzata
nella mattina del 17 fece subito emergere un dato essenziale: occupando la
linea Osimo- Castelfidardo-Crocette e prolungandola fino a Colle Oro- Monte San
Pellegrino, occorreva orientarsi ad attendere attacchi nemici sia da nord che
da sud. Infatti la minaccia poteva venire tanto da una sortita della
guarnigione di Ancona, che informazioni recenti valutava in 7.000 uomini,
quanto dalle forze mobili di campagna del De La Moricière, che si stavano
concentrando su Loreto. Non improbabile quindi l'ipotesi di un attacco
coordinato dei pontifici, che avrebbero messo le truppe sarde tra due fuochi.
Si palesava quindi la necessità di organizzare un fronte difensivo verso nord
(Ancona) che verso sud (Loreto-Recanati) tenendo come asse di riferimento la Linea Osimo-Castelfidardo- Crocette-Colle
Oro-Monte San Pellegrino.
Era estremamente importante conoscere esattamente il
terreno, per valutazioni tattiche aderenti alla situazione.
La configurazione del terreno preso in esame dal
Comando Sardo è il bacino del fiume Musone, delimitato a sud dalla dorsale
Loreto-Recanati, a nord dalla dorsale Osimo- Castelfidardo-Crocette-Colle Oro,
e ad est dal Mare Adriatico, ed ad ovest dalla linea immaginaria Osimo- Recanati. Il fiume Musone ha un letto,
a nord dei Ponti di Loreto ampio mediamente sui 7-8 metri, mentre a sud di
detti ponti il letto si restringe fino a
3,5-4 metri. Le rive del Musone sono abbastanza alte, anche sui 3-4 metri, in
lunghi tratti ripide e franose.[1]
A circa quattro chilometri dalla foce, il Musone
riceve il torrente Vallato. Questi corre parallelo al Musone, alle prime
propaggini della dorsale su cui sorgono Castelfidardo ed Osimo. Due chilometri
più a valle il Musone riceve anche l'Aspio che scorre nella piana fra la
dorsale di Castelfidardo-Osimo, a sud, e la dorsale di Camerano a Nord.
L'Aspio, nella sua parte terminale, prima di immettersi nel Musone presenta una
larghezza media di circa 7 metri. Le due piane su cui scorrono il Musone e
l'Aspio si uniscono e raggiungono il mare e racchiudono il dosso collinoso ove
sorgono le alture di Monte San Pellegrino
e di Colle Oro ( o in dizioni simili di Monte Oro, o Montoro), elevate
mediamente sui cento metri sul livello del mare.. Colle Oro e, più indietro,
Monte San Pellegrino, sono le alture ove si svolgerà la seconda parte dei
combattimenti del 18 settembre 1860. E rappresentano le ultime propaggini della
dosale sui cui da est ad ovest, sorgono le Crocette, Castelfidardo, San Sabino ed
Osimo.
Su questo terreno il sistema viario principale era
rappresentato da due strade: quella fondamentale era la strada postale Roma-Ancona, che da Loreto, attraverso la
valle del Musone, passando il Musone stesso su un ponte di legno ( Ponti di
Loreto) arriva al torrente Vallato, che è superato ai ponti del Molino, si
dirige verso Campanari, per salire alle Crocette, poi discende a San Rocchetto
e quindi, superato l'Aspio su Camerano e quindi Ancona. L'altra strada
principale, sempre da Loreto, segue quella postale fino al ponte del Molino,
qui, piegando verso ovest, per le prime propaggini della dorsale, avendo a
sinistra il torrente Vallato, raggiunge Osimo, e da qui con andamento nord,
traversa San Biagio, L'Aspio e per la valle della Baraccola, giunge Ancona.
Il terreno, nel 1860, era coltivato per la gran parte,
in pianura, solcato da strade di campagna., con presenza di numerosi cascinali,
denominati dal nome della famiglia o delle famiglie che li abitavano. Saranno
queste strade di campagna che saranno utilizzate dalle forze pontificie per
portare il loro attacco. Sulla dorsale di Colle Oro, sorgeva un cascinale, nel
1860, che portava il nome di Casino Sciava, che, dopo la battaglia ebbe il nome
di Casa De Pimodan, sia perché vi fu ricoverato il gen. De Pimodan, sia perché,
con i giardini e terreni circostanti furono acquistati dalla sua vedova.[2]
A metà del declivio, verso il piano, fronte al mare,
vi era sempre nel 1860 la casa Serenella del Mirà; questa casa fu distrutta
durante la battaglia, incendiandosi, e sulle cui rovine, leggermente fu
costruita l'attuale casa. Tale casa fu denominata successivamente, dal Pio
Istituto della Santa Casa di Loreto con
il nome di "Casa di Sopra di Santa Casa".
Dopo la battaglia si provvide a costruire in questa area,
un Ossario, a ricordo dei Caduti, area che comunemente viene chiamato
"Battuta". Accanto a questo ossario, successivamente alla battaglia,
fu costruita, fra l'Aspio ed il Musone, un'altra casa denominata Casa Serenella del Mirà che,
evidentemente, nel 1860 non esisteva. In pianura sorgeva la casa colonica
Andreani-Catena, cosi chiamata nel 1860 perché abitata da due famiglie che,
secondo l'uso del tempo, coltivavano a mezzadria il terreno annesso. Oltre vi
era casa Arenici, che insieme alla casa Camilletti ( Camilletto) rappresenta
l'asse di movimento dell'attacco della brigata de Pimodan. L'asse di movimento
della colonna del De La Moricière investe le strade che collegano casa Simia e
casa Camilletti. Saranno questi cascinali, dalla tipica architettura spontanea
marchigiana
L'area di Colle Oro e di Monte San Pellegrino è
boschiva. Tale area è denominata Selva di Castelfidardo, nel 1860 molto più
estesa di quella di oggi, Selva che rappresenta l'ultimo retaggio delle antiche
foreste che ricoprivano parte del settore sublitoraneo e delle basse colline
marchigiane.[3]
Il terreno era quindi vario, articolato, non facile,
che dava ai pontifici parecchi opportunità.
Nell'apprezzamento di situazione, alla mattina del 17
settembre, il Comando Sardo ritenne che i Pontifici, con obbiettivo Ancona,
potevano prendere la strada postale che
da Loreto portava ad Ancona. Era la
situazione più ovvia, essendo la strada la più breve e la più facile. Se De La Moricière avesse
scelto questa soluzione, occorreva solo presidiare le posizioni più convenienti
ed attendere l'attacco pontificio. Non poteva essere trascurata di contro,
l'ipotesi che De La Moricière avesse preso la strada che da Loreto, per Osimo,
porta ad Ancona. Anche in questo caso occorreva presidiare le posizioni. Terza
ipotesi, infine, era quella che de La Moricière, che si sapeva grande tattico
per i suoi trascorsi in Algeria, attuasse una diversione verso Osimo e poi, con
il grosso tentare di passare lungo la strada postale.
Questo apprezzamento di situazione, sbarrare le due strade che da Loreto
portavano ad Ancona e, nel contempo, garantirsi da attacchi sia da Nord che da
sud, è alla base del piano posto in essere dai Sardi il 17 settembre e che
segnerà gli avvenimenti nelle prime ore del 18 settembre. Il gen. Cialdini così
sintetizza, nella sua relazione al gen. Fanti, questo apprezzamento:
"Era
urgente di meglio assicurare la doppia difesa assicurare
la doppia difesa a fronte ed alle spalle nostre, e di pormi in misura di
respingere un attacco nemico su qualunque punto venisse prescelto, tanto più
che nuovi avvisi avvertivano avere il gen. De Pimodan precipitata la marcia, ed essere prossimo a
Loreto.
Riflettendo
alla solidità della posizione di Osimo, da cui inoltre potevasi scoprire la
venuta del nemico quattro ore prima che giungesse, riflettendo che il
concentramento nemico operavasi in Loreto, e che la posizione delle Crocette
era di meno difficile conquista di tutte le altre, e che la strada di Loreto
per le Crocette era di meno difficile conquista di tutte le altre, e che la
strada di Loreto per le Crocette era la linea più breve per il nemico onde
giungere ad Ancona, argomentai che intorno a Castelfidardo convenisse riunire
il nerbo delle mie forze, coprendo soltanto gli altri aditi in guisa da non
lasciali esposti ad una sorpresa, sicuro di arrivare poi sempre in tempo a
difenderli ad oltranza"[4]
In questo piano risulta evidente che il Comando Sardo
escludeva la mattina del 17 settembre la eventualità che i pontifici potessero
raggiungere Ancona in forze utilizzando, oltre che le strade principali dette
sopra, anche il tratto pianeggiante di terreno che da Colle Oro arriva al mare.
Secondo il Vigevano,
"si conosceva l'esistenza di
una strada che da Porto Recanati, percorrendo gli scoscesi dirupi , lambendo il mare, passava il Musone
utilizzando un guado poco a valle della confluenza coll'Aspio e per Numana,
Sirolo, Poggio conduceva ad Ancona" [5]
Se i pontifici avessero preso questa strada, c'era il
rischio che tutta la manovra messa in atto dal 14 settembre potesse essere vanificata.
Informazioni assunte presso gli abitanti assicuravano, che il guado del Musone,
a valle della confluenza con l'Aspio era impraticabile e che la strada non era
in grado di sopportare il passaggio di consistenti forze. Ma queste
informazioni non soddisfacevano del
tutto il Cialdini. Nel corso della giornata furono raccolte altre informazioni
su questo punto. Cialdini voleva essere certo che a valle dei ponti di Loreto
il Musone non fosse guadabile. Alcuni abitanti fecero presente che il Musone, a
valle delle confluenza con l'Aspio, era guadabile, ed anche facilmente.
Confrontando queste ultime informazioni con quanto
precedentemente valutato, si impose un aggiornamento di situazione.
In
primo luogo fu rafforzata la linea di Colle Oro. Fu disposto che il XXVI Battaglie Bersaglieri già posto a Casa Serenella del Mirà, il
giorno 18 settembre dovesse occupare anche Casa Andreani-Catena.; il XII
Battaglione Bersaglieri doveva rafforzare gli avamposti e le pattuglie lungo il
Musone, soprattutto in direzione dei Ponti del Molino.
[1] Sarà questa caratteristica
morfologica che trarrà in inganno, come vedremo oltre, il ten. Col. Piola
Caselli , durante la ricognizione svolta nella notte tra il 17 ed il 18
settembre. Per Piola Caselli il fiume Musone, a valle dei Ponti di Loreto era
inguadabile
[2] Oggi è conosciuta con nome
di Villa Ferretti ( o Milesi-Ferretti) dal nome degli attuali proprietari
[3] La Selva di Castelfidardo
presenta numerose caratteristiche botaniche peculiari. Essa è un querceto
mesofilo di grande interesse, a tutt'oggi, botanico, floristico ed ambientale
Orsomanno E., Ballelli S., Catorci A., Formica E.,
Atlante Iconografico di Piante Rare o significative della Selva di
Castelfidardo – Area Floristica delle
Marche, Italia Nostra – Sezione di Castelfidardo, Castelfidardo, 1992
[4] Rapporto a S.E. il
generale in capo sulle operazioni del IV Corpo d'Armata dall'11 settembre al 29
settembre " in Cellai M., Fasti militari della guerra
d'indipendenza, Milano, Tipografia degli Ingegneri, 1883
[5]
Vigevano A, La Campagna nelle Marche e nell'Umbria, cit, pag. 319-320
mercoledì 12 luglio 2017
Edizione 2003 Nota XI
I Movimenti
sardi del 17 settembre 1860
Mentre la mattina le truppe sarde si riposavano,
furono approntati gli ordini per rafforzare le posizioni sulla dorsale
Castelfidardo – Crocette. Tali ordini prevedevano:
il Q. G. del corpo d’armata doveva spostarsi da Osimo
a Castelfidardo ( Convento di Sant’Agostino ).
Da San Sabino alle Crocette dovevano spostarsi:
- il Q.
G. della 4° Divisione;
-
la Brigata Regina (9° e 10° Reggimento di fanteria);
-
VI Battaglione Bersaglieri.
Il 15° Reggimento Fanteria doveva:
-
presidiare l’Abbadia con il III e il IV Battaglione
con il sostegno di una sezione della 1° Batteria del 5° Reggimento di
Artiglieria.
Il 16°
Reggimento Fanteria doveva presidiare con il II e III Battaglione Torre di Jesi
e muovere per raggiungere Osimo con il I e il IV Battaglione, insieme ad una
sezione della I batteria del 5° Reggimento d'Artiglieria.
Il VI e VIII Battaglione Bersaglieri, a sera, dovevano
lasciare le Crocette e presidiare S. Rocchetto, di fronte a Camerano.
La 7a Divisione ricevette questi ordini:
-
il 23° Reggimento Fanteria, con 4 pezzi della 4a
batteria, dove portarsi al quadrivio di S. Biagio, riunendosi alla sua Brigata;
-
il 24° Battaglione Fanteria doveva continuare a
presidiare il quadrivio di San Biagio;
-
la 3° e la 4° Batteria del 5° Reggimento e uno
squadrone dei Lancieri di Vittorio Emanuele dovevano altresì raggiungere il
quadrivio di San Biagio;
-
il 25° Reggimento di Fanteria doveva porre:
- il III Battaglione alla destra della strada che
conduceva da Castelfidardo a
Loreto, e attestarsi a ridosso della cascina
Camilletti;
- il II e il I Battaglione a sinistra della medesima
strada
- il IV Battaglione, a Castelfidardo;
-
il 26° Reggimento di Fanteria doveva porre:
- il I, II, III Battaglione alle Crocette con la 2°
Batteria del 5° Reggimento d’Artiglieria;
- il
IV Battaglione, con due pezzi della 5° Batteria e uno squadrone dei Lancieri di
Novara spingersi ai piani dell’Aspio.
Il XI e XII Battaglione Bersaglieri e una sezione
della 5° Batteria del 5° reggimento a sinistra del Vallato, con il XI a
occidente della strada delle Crocette e il XII più ad oriente.
Il Reggimento Lancieri di Novara dietro l’XI e XII
Battaglione Bersaglieri, mentre il Reggimento Lancieri di Vittorio Emanuele II
fra Rostichetto e la strada Loreto - Castelfidardo.
Il parco Artiglieria della 7° Divisione al
Bivio della strada che dalla Abbadia porta ad Osimo e San Biagio.
Alla sera del 17 settembre tutti questi ordini furono
eseguiti e compiuti. In considerazione di ciò si può dire che fu attuata
completamente la manovra iniziata dal Cialdini il 14 settembre. La linea di
interposizione risultava così delineata:
Fronte
sud, verso Loreto-Recanati:
Nucleo difensivo delle Crocette. - A mezzodì del
villaggio, fronte ai ponti di Loreto, la 4 a batteria da, 16 dell'8°
reggimento artiglieria, addetta alla riserva;
più innanzi, presso al poggio che sovrasta ai cascinai de Campanari, la
2a batteria da 8 del 5° reggimento artiglieria; tra le due batterie,
i tre primi battaglioni del 26°
reggimento fanteria. La brigata Regina in riserva, ad occidente delle Crocette.
Il quartiere generale della 4 a divisione alle Crocette.
Nucleo difensivo di Castelfidardo. - A metà strada fra
Loreto e Castelfidardo, a cavallo della via, la 6a batteria di obici
da 15 del 5° reggimento artiglieria, e sulla destra di essa una sezione della 5a
batteria del 5° reggimento. Davanti all'artiglieria, i tre primi battaglioni
del 2° reggimento fanteria, fronte ai ponti di Loreto. Il quartiere generale
del IV° corpo d’armata, con il comando della brigata Bergamo ed il 4°
battaglione dell'anzidetto reggimento, in Castelfidardo.
Posti avanzati. - Al ponte del Molino sul Vallato,
l’11° e 12° battaglione di bersaglieri con due pezzi (coperti da uno
spalleggiamento) della 5a
batteria del 5° reggimento artiglieria. Alla Santa Casa di Sopra, il 26°
battaglione di bersaglieri.
Linea d’osservazione. - I reggimenti lancieri di
Milano e di Vittorio Emanuele (8 squadroni) a monte dei ponti di Loreto sul
Musone e sul Vallato; tre squadroni del reggimento lancieri di Novara nella
regione pianeggiante davanti ai Campanari.
Posti di segnalazione. - A Castelfidardo ed alle
Crocette. A queste occupazioni avanzate, oltre che sbarrare il più breve
percorso da, Loreto ad Ancona, cioè le strade di Castelfidardo e de11e
Crocette, dalla qual parte si attendeva come più probabile 1' avanzata dei
pontifici, spettava anche il compito di osservare i passaggi del Musone più a
valle verso la marina. Nuclei difensivi di Osimo, S. Sabino ed Abbadia. - sulla
destra della fronte dinanzi descritta, nuclei difensivi erano ad Osimo, S.
Sabino ed Abbadia, costituiti da, truppe della brigata Savona, comandata dal
colonnello brigadiere Regis. In Osimo, preparato a difesa, erano il comando
della 7a divisione, due battaglioni del 23° reggimento, sostituiti
nella notte dal 17 al 18 da due battaglioni del 16°. A S. Sabino due battaglioni del 15°
reggimento fanteria, con il comando della, brigata Savona.. Alla Badia i
rimanenti due battaglioni del 15° reggimento fanteria, con il parco divisionale
di artiglieria. La 1a batteria del 5° reggimento artiglieria era
divisa per sezioni fra i tre nuclei; ad Osimo erano pure quattro pezzi della 4
a batteria del 5° reggimento artiglieria, che poi andarono a raggiungere
al quadrivio di S. Biagio il resto della propria batteria che era colà con la
brigata Como. Infine, ancora più a destra, a Torre di Jesi, rimasero a presidio
degli accessi da Filottrano ed a custodia delle comunicazioni con Jesi, i rimanenti
due battaglioni del 16° reggimento fanteria.
Fronte
Nord, verso Camerano ed Ancona:.
Per opporsi, fronte verso 1'Aspio, ad un eventuale
attacco del presidio di Ancona, il generale Cialdini aveva occupato S.
Rocchetto ed il Quadrivio di S. Biagio. Il nucleo della Badia, doveva servire
di collegamento fra i due. Con tali occupazioni si intercettavano le due
principali comunicazioni provenienti da Ancona, per Camerano e la vallata della
Baracola. Nucleo difensivo di S. Rocchetto. - Vi era disposto il 4° battaglione
del 26° reggimento fanteria con la rimanente sezione della 5 a batteria del 5° reggimento artiglieria.
Questo nucleo fu poi rinforzato da uno squadrone del reggimento Lancieri di
Novara e dal 6° e 7° battaglione di bersaglieri, provenienti dalle Crocette.
Nucleo difensivo del Quadrivio di S. Biagio. -
L'intera brigata Como agli ordini del colonnello brigadiere Cugia, con la 4
a batteria da 8 del 5° reggimento
artiglieria, la 3 a batteria da 16 del 5° reggimento artiglieria, ed
uno squadrone dei Lancieri di Vittorio Emanuele.
Posti avanzati. - Al ponte delle Ranocchie, distrutto,
un battaglione del 23° reggimento fanteria, con una sezione della 4 a
batteria del V° reggimento artiglieria.
Posti d’osservazione. - Poggi di Offagna e dorsale di
Case Galli, sul versante verso 1' Aspio, dominanti per ampio tratto le
provenienze da Val di Baracola. In sostanza: nel settore di Ponte Molino,
Crocette, Castelfidardo rimpetto agli accessi da Loreto, erano disposti 18
battaglioni di fanteria o di bersaglieri, 10 squadroni e 22 pezzi; nelle
rimanenti sezioni della fronte verso sud, 4 battaglioni e 4 pezzi; lungo la
fronte verso Ancona erano collocati i restanti 13 battaglioni di fanteria o
bersaglieri, 2 squadroni e 16 pezzi.
domenica 9 luglio 2017
Edizione 2003. Nota X
massimo coltrinari (centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
Le operazioni nel pomeriggio del 17 settembre 1860
Riposatesi nella mattina, le truppe del Cialdini
furono messe in allarme nel pomeriggio della vigilia della battaglia da due
episodi:
-
La comparsa della colonna pontificia proveniente da
Ancona sulle alture di Camerano;
-
L’attacco pontificio ai ponti di Loreto.
La
comparsa di pontifici sul fronte Nord, presumibilmente usciti da Ancona, destò
una certa apprensione nel Cialdini. Poteva significare che l’indomani si
dovesse combattere sia verso nord che verso sud. Era una ipotesi non certo
favorevole, ma che doveva essere presa in considerazione. Quando la
ricognizione, nel tardo pomeriggio del 17 segnalò che i pontefici si stavano
ritirando su Ancona, il Comando Sardo ne prese atto raccomandando la massima
vigilanza alle truppe schierate verso Camerano e l’Aspio.
Il
secondo episodio viene solo accennato, non essendo rilevante ai fini della
condotta tattica dei sardi. Le truppe che presidiavano i ponti di Loreto, poco
più avanti dei Campanari, lungo la strada postale, poco prima del tramonto
scorsero venire avanti da Villa Musone alcuni cavalieri che presumibilmente
furono identificati come dragoni pontifici. Era evidente che i cavalieri
pontifici stavano svolgendo una ricognizione per acquisire informazioni e
saggiare eventuali reazioni avversarie.
Quando
furono a tiro due pezzi della 5° Batteria, in posizione di copertura dei ponti,
aprì il fuoco a mitraglia si ritirò prontamente.
giovedì 1 giugno 2017
Edizione 2003 Nota IX
Il
Coordinamento tra le forze di terra e quelle di mare sarde.
La flotta sarda, al comando del Contrammiraglio
Pellion di Persano, composta da sei
unità, era partita da Napoli l’11 settembre. Il 17 era comparsa nelle acque
antistanti Ancona, dirigendosi su Senigallia, eletta questa ancoraggio
operativo per le azioni contro Ancona. L''Ammiraglio Persano ritenne utile incontrare il gen. Cialdini per una armonizzazione degli sforzi. 17 settembre 1860
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