L'Ultima difesa pontificia di Ancona . Gli avvenimenti 7 -29 settembre 1860

Investimento e Presa di Ancona

Investimento e Presa di Ancona
20 settembre - 3 ottbre 1860

L'Ultima difesa pontificia di Ancona 1860

L'Ultima difesa pontificia di Ancona 1860
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Onore ai Caduti

Onore ai Caduti
Sebastopoli. Vallata di Baraclava. Dopo la cerimonia a ricordo dei soldati sardi caduti nella Guerra di Crimea 1854-1855. Vedi spot in data 22 gennaio 2013

Il combattimento di Loreto detto di Castelfidardo 18 settembre 1860

Il combattimento di Loreto detto di Castelfidardo 18 settembre 1860
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La sintesi del 1860

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Il combattimento di Loreto, detto di Castelfidardo 18 settembre 1860

Il Volume di Massimo Coltrinari, Il Combattimento di Loreto detto di Castelfidardo, 18 settembre 1860, Roma, Edizioni Nuova Cultura, 2009, pagine 332, euro 21, ISBN 978-88-6134-379-5, è disponibile in
II Edizione - Accademia di Oplologia e Militaria
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domenica 19 giugno 2011

Il Barone d'Anethan l'inizio della collaborazione 1977

La sessione XI (Gennaio – Giugno 1977) del Nato Defence College fu veramente interessante. Il Comandante Benvenuti, superiore diretto, in una conversazione mentre si prendeva l’aperitivo in attesa dell’arrivo del Comandante, Sir Lancellot Bell Devis, affermava che la sera prima, in un incontro all’ambasciata belga aveva conosciuto un funzionario del Ministero degli Esteri belga che discendeva dal generale morto sul campo di battaglia di Castelfidardo. La notizia ebbe una certa risonanza, in quanto da quanto ero arrivato al College, nel rispetto della regola che a mensa o ai ricevimenti son si doveva assolutamente parlare di servizio, sport e politica, il mio cavallo di battaglia era la descrizione degli avvenimenti del settembre 1860 nelle Marche. Il Comandante Benvenuti portava altri particolari. Il funzionario conosceva perfettamente lo svolgersi degli avvenimenti sia diplomatici che militari del settembre 1860, di gran parte nella versione pontificia. Conosceva perfettamente l’organizzazione dell’esercito pontificio ed aveva una grande ammirazione per coloro che avevano preso le armi in difesa del potere temporale dei papi. L’arrivo dell’Ammiraglio Bel Devis, pose fine all’interessante raccolta di informazione. Ma ormai la cosa era avviata.

In breve, dopo l’inizio del corso, e dopo le rituali presentazioni, la collaborazione con il funzionario belga annunciato dal Comandante Benvenuti si avvio immediatamente. Era questi il Barone Ernest d’Anethan, che aveva sposato la pronipote del Generale de Pimodan, morto il 18 settembre 1860 al casino Sciava, per ferita. Era questi Auguste-Marie-Elie Georges de Rarecourt de la Valèe de Pimodan, secondo figlio di Camille, marchese de Pimodan, capitano di cavalleria, gentiluomo onorario della camera del Re e de Claire de Frénilly.

Lo scambio di informazioni e di documenti fu intenso per tutto il periodo della sessione, soprattutto per quanto riguarda la parte pontificia. Ebbi modo di mettere in contatto d’Anethan con i miei amici impegnati in queste ricerce, da Alberto Arpino, Direttore del Museo Centrale del Risorgimento a Roma, Piero Crociani, esperto uniformologo, Massimo Brandani, grande disegnatore e riproduttore di disegni uniformologhi, Carlo De Vita, Direttore del Museo Storico del Vaticano, che a sua volta ci mise in contatto con un altro appassionato, il professore Jean Coen,dando vita ad un altro filone di ricerca. Insieme, vi fu uno scambio intenso, e per noi fu una buona raccolta di materiali di origine pontificia, che era veramente scarso. In quei tempi pochi erano i dati raccolti.

Al termine del corso, nel cementare formarsi di una bella amicizia, non potevo non invitare D’Anethan ad Ancona, mio ospite. Nel veek-end del 13-14luglio 1977, visitammo tutti i luoghi del campo di battaglia di Castelfidardo. A dire il vero, fu una vera e propria presentazione del degrado in cui quei anni erano tenuti il Monumento al Cialdini, la Selva, e l’Ossario, oltre al fatto che non vi era nulla che ricordasse gli avvenimenti, tranne le targhe sulla facciata municipale. Una ben magra figura fatta agli occhi di questo belga innamorato della nostra terra, e della nostra storia. La visita alla Basilica di Loreto salvò un poco la situazione, ma non tanto. Da un mese, il 14 giugno 1977, era nata la primogenita, Laura, che impedì a mia moglie Anna Maria di seguirci nelle visite sui luoghi storici. In compenso, era presente al Ristorante “Il Passetto”, ove concludemmo le belle giornate passate insieme. Ma tutto fu rovinato dal solito cameriere “anconetano”, che come i suoi colleghi “commessi” hanno decreto di essere scortesi, villani e maleducati per definizione. Al termine del pranzo, nel momento di passare al caffè il malcapitato d’Anethan , come faceva da mesi alla mensa del Nato Defense College senza rilevare problemi, chiese al cameriere un cappuccino. La reazione fu un misto di rimprovero, predica e disgusto e diniego, e, grazie al mio intervento, si riuscì ad avere quanto desiderato.

Del resto, d’Anethan, come tutti quelli dell’upper class belga ed internazionale vestiva in modo molto dimesso, con abiti non certo confacenti al gusto del cameriere che sicuramente in cuor suo l’aveva sicuramente già classificato come “un cuntadì”. Rimane nelle storie familiari questa cena al Passetto, un ricordo di belle giornate passate parlando di storia, riconttracambiate quanto per ragioni di lavoro si capitava a Bruxelles. Una lettera scritta da Grimbengen, sede del castello di famiglia di d’Anethan, un mese dopo rimane come un dei primi documenti relativi alla ricerca svolta per gli avvenimenti del 1860 che si riproduce. D’Anethan ebbe poi come destinazione la sede di Accra, come Ambasciatore, e nelle lettere che scriveva da quella città sempre emergeva il grande amore per le Marche, per quel Castelfidardo che, come al solito, tutti amano, non ricambiati.






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