lunedì 4 novembre 2013
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di Ancona e Macerata, 1982
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Coltrinari
M., L’originaria versione della Battaglia di Castelfidardo, in Il Comune di Castelfidardo, novembre 1983
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Forni Editore, Ed. anastatica 1886, 1984
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I Bersaglieri ed il generale de Pimodan 18 settembre 1860, Castelfidardo,
Associazione Italia Nostra Sezione di Castelfidardo, 1984
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M., La battaglia di Castelfidardo del 1860. tutta la verità in una lettera
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Coltrinari
M., Svelati in una monografia i piani del gen. Cialdini, in “Corriere
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Coltrinari
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inedita, in “Corriere Adriatico”, Ancona 7 agosto 1984
Coltrinari
M., Anche Toro Seduto……interessato alla
battaglia di Castelfidardo, in “Corriere Adriatico”, Ancona 22
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Coltrinari
M., Un grido di dolore da Castelfidardo:urge salvare il monumento a
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di Risparmio di Loreto, 1985
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convegno (Fano, Fabriano, Pesaro, Ancona) 11-14 ottobre 1984, Ancona, Atti
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Bartocci
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individuale dell’Esercito Piemontese ed Italiano 1814-1914, Firenze, Edibase Enrico Bartocci Editore, 1987
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strade delle Marche. Il problema del tempo. Atti del convegno (Fano, Fabriano,
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Percossi Serenelli E., Silvestrini Lavagnoli M., La vallata del Musone, in, AA.VV., Le strade
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Pirpaoli E., Urieli C., Incunaboli e raccolte librarie a Jesi tra il Xv ed il
XX secolo, Jesi, Città di jesi,
Assessorato alla Cultura, Biblioteca Comunale, 1988
Graziosi S., Il fondo dei conti Ferretti –
Origini, splendore, decadenza. Falconara Marittima, Comune di Falconara Marittima, 1988
Pellicciari
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da riscrivere. Liberali e Massoni contro la Chiesa, Milano, Ed. Ares, 1988
Santarelli
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della Santa Casa. Loreto nella fede, nella storia, nell’arte, Triboli, Pescara, 1988
Urieli C., Montecarotto
attraverso i secoli, Jesi, 1988
1989
Coltrinari
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Stato Preunitario allo Stato Nazionale – Aspetti Militari. Guida al Museo
Risorgimentale della Battaglia di Castlefidardo, Castelfidardo, Italia
Nostra, 1989
Coltrinari
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1860, in Advertise, Casa Editrice
Marcelli, Anno II, N. 10 Dicembre 1989
Massa
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Ritratti della Famiglia Calocci Vespucci, Jesi, Città di Jesi, Assessorato alla
Cultura, Pinacoteca e Musei Civici Biblioteca e Archivi Storici, 1989
Teutoni
E., La Battaglia di Castelfidardo –
Ricerca Scuola Elementare “G. Mazzini” Castelfidardo Classe 5° C., in Scuola Moderna Italiana, Brescia, 15 Novembre, 1989
lunedì 21 ottobre 2013
Errata Corrige
Nel post precedente era stato erroneamente scritta la parola "Piani", con evidente allusione ad espressioni vegetali. Ce ne scusiamo.
sabato 19 ottobre 2013
Piani Operativi del 1860
Si inizia a pubblicare, nel quadro della introduzione al volume " Cialdini era in Osimo Riflessioni tecnico-tattiche sugli eventi del settembre 1860 nelle Marche", di prossima pubblicazione, nel quadro degli approfondimenti della cattedra di Storia Militare all'ISSMI da oggi si inizia ad inserire in blog post relativi ai piani delle parti in causa, Regno di Sardegna e Stato Pontificio. I commenti e le indicazioni, cordialmente richiesti, concorreranno ad un ulteriore affinamento della suddetta pubblicazione e della preparazione degli interventi di Cattedra.
1859: Piano Operativo Sardo contro l'Austria
Le predisposizioni del regno di Sardegna. Il contributi di Manfredo Fanti
Si ritiene utile, per comprendere i
piani che hanno dato corso agli avvenimenti nelle Marche del 1860, iniziare,
seppur a sommi capi, a rendersi edotti sul quadro generale della situazione
generale, dal punto di vista operativo in Italia determinatesi a seguito del
formarsi delle alleanze nel biennio 1859
e 1860. La Francia, grande potenza, voleva limitare l’influenza dell’Austria in
Italia e creare un Regno in Italia abbastanza forte che, nella sua sfera di
influenza, limitasse il predominio austriaco.
La guerra scoppiò il 26 aprile 1859 tra l’Austria e il Regno di Sardegna
a seguito dell’ultimatum, prontamente respinto, avanzato dall’Austria al Regno di Sardegna per un disarmo immediato.
L’Austria era l’attaccante e quindi scattavano così le clausole in vigore con
la Francia sottoscritte a Plombiers. Il Regno di Sardegna non aveva un piano
preciso operativo: doveva solamente assumere una funzione statica ed attendere
una quindicina di giorni in attesa dell’arivo delle forze francesi; si
appoggiava al progetto di mobilitazione redatto dal maggiore di stato maggiore
Govone che prevedeva di organizzare
contemporaneamente a bando di chiamata delle classi i depositi per ogni corpo
collegati ai magazzini d’armi e di vestiario. Da questa mobilitazione il quadro
di battaglia dell’esercito sardo era così costituito:
-
Comandante.
Il re Vittorio Emanuele II
-
Capo
di S.M.: gen. Morozzo della Rocca
-
1a
Divisione (gen. Castelborgo)
-
2a
Divisione (gen. Fanti)
-
3a
Divisione (gen. Durando)
-
4a
Divisione (gen. Cialdini )
-
5°
Divisone (gen.Cucchiari)
-
Divisione
di cavalleria: (gen. Sambuy)
Ogni divisione era composta da 2
brigate di Fanteria,3 battaglioni Bersaglieri, 1 reggimento di Cavalleria, 3
batterie di Artiglieria, 1 compagnia Genio. In totale, 56.000 uomini e 4000
cavalli
La consistenza delle forze francesi era notevole. La sua
costituzione era la seguente
-
Comandante.
Napoleone III
-
Capo
di S.M.: maresciallo Vaillant
-
I
Corpo d’Armata (Baraguay d’Hilliers) con 3 divisioni di Fanteria e 1 di
Cavalleria
-
II
Corpo d’Armata (Mac Mahon) con 2 divisioni di Fanteria e 1 brigata di Cavalleria
-
III
Corpo d’Armata (Canrobert) con 3 divisioni di Fanteria e 1 brigata di
Cavalleria
-
IV
Corpo d’Armata (Neil) con 3 divisioni di Fanteria e 1 brigata di Cavalleria
-
V
Corpo d’Armata (principe Girolamo) con 3 divisioni di Fanteria e 1 brigata di
Cavalleria
-
Guardia
Imperiale (Regnault de Saint-Jean d’Angely), 1 Divisone di Cavalleria.
Ogni divisione aveva 2 Brigate di Fanteria, 1 battaglione
Cacciatori, 2 batterie di Artiglieria, 1 Compagnia Genio.
In totale 140.000 uomini
ed 11.000 cavalli
La consistenza delle forze austriache non era da meno:
Comandante. Feldmaresciallo Giulay
di Moros
-
Capo
di S.M.: col. Kuhn
-
II
Corpo d’Armata (Liechtenstein)
-
III
Corpo d’Armata (Schwarzenberg)
-
V
Corpo d’Armata (Stadiont)
-
VII
Corpo d’Armata (Zobel)
-
VIII
Corpo d’Armata (Benedeck)
-
1a
Divisione di Riserva (Mensdorff)
-
Riserva
di Artiglieria 14 batterie
Ciascun Corpo d’Armata si componeva di due divisioni di
Fanteria, di un reggimento (o mezzo) di Cavalleria e di 1 riserva di
Artiglieria. Ogni divisione aveva 2 o 3 brigate di Fanteria ed ogni brigata 1
reggimento di Fanteria, un battaglione di Cacciatori e una riserva di
Artiglieria.
In totale 150.000 uomini e 15.000 cavalli con in più 70.000
uomini delle varie guarnigioni delle Piazzeforti.
Può apparire sconcertante, ma
l’Esercito Sardo entrò in campagna il 26 aprile 1859 senza un piano
operativo predisposto. Si preferì affidarsi allo svolgersi delle operazioni sul
terreno adottando una condotta condizionata dalle azioni del nemico.
Interessate notare che Manfredo Fanti aveva fatto giungere allo Stato Maggiore
Sardo un piano strategico[1]
ben articolato e circonstanziato. Un “piano
strategico completo,organico, veramente efficiente che era stato concepito,
studiato, ponderato ed analizzato in ogni dettaglio dal Fanti, che non lasciava
nulla alla improvvisazione o alla fortuna e che avrebbe potuto dare subito
serie preoccupazioni agli austriaci,” [2]
che non fu adottato affidandosi alla buona sorte. Del resto anche il piano di radunata delle forze sarde non vi
era un piano organico.[3]
Tutto questo sta a significare che l’esercito sardo anziché adottare
l’iniziativa contro gli Austriaci, mettendoli in difficoltà, si ridusse alla
funzione statica di aspettare l’arrivo dei francesi, affidando a loro nella
sostanza la conduzione della guerra e, quindi, assumendo un ruolo subalterno.
La campagna del 1859 iniziava, quindi, con molto entusiasmo, aperta a molte
speranze ma priva di un concetto operativo militarmente efficiente.
L’adozione del piano proposto da Manfredo Fanti, invece di
averlo confinato in un cassetto, avrebbe sicuramente dato un profilo, anche
politico, alla azione del Regno di Sardegna, che si sarebbe presentato sulla
scena internazionale non come semplice beneficiario dell’azione francese ma
anche come protagonista.
Questo Piano aveva come concetto fondamentale che le truppe
sarde, all’inizio della campagna, avrebbero dovuto trattenere gli Austriaci con
azioni di arresto temporaneo e reazioi dinamice il tempo utile per far affluire
le truppe frances; evitare sempr euna battaglia cmapale e avvolgere o svogere
azioni locali sui fianchi delo grosso austriaco. Fermo restanto che i francesi
sarebbero giunti sia via Mare, Genova, si attraverso le Alpi, avrebbero
costretto Austriaci a ritirarsi fino
all’Oglio. Il congiungimento di Sardi e Francesi, per Fanti, si sarebbe attuato
nei dintorni di Guastalla, costringendo il nimeico a ritirarsi oltre il Mincio.
Francesi e sardi avrebbero preso l’iniziativa di marciare verso i colli
Euganei, per tagliare le comunicazioni tra Verona e Venezia; intanto la flotta
fracnese avrebbe posto il blocco. Gli Austriaci, sviluppatesi questa tenaglia,
non avrebbero altra possibilità che una resa oppure combattere una battaglia
già persa in partenza.
Molto spazio in questo piano era dedicato all’uso tattico
delle ferrovie, all’uso delle comunicazioni e a quello, molto innovativo per
l’epoca, delle formazioni partigiane, o di volontari.
L’importanza di aver un piano già studiato ed elaborato
precedentemente, frutto della esperienza, è una buona base per ulteriori
iniziative. La guerra contro l’Austria era sempre possibile e tutto il piano di
invasione delle Marche e dell’Umbria è basato su questo concetto. Il vero
nemico rimaneva sempre e comunque l’Austria che, come nel 1849, poteva scendere
in campo a difesa del papa e di Roma. Fanti ha sempre un pensiero guida: quello
di controllare da vicino le mosse dell’esercito Austriaco; anche se tutte le
informazioni confermano che in quell’inizio di settembre non vi è alcun ordine
di mobilitazione, Fanti imposta il piano di invasione con una premessa
fondamentale. I due/terzi dell’Esercito sardo deve essere schierato in
Lombardia Dei 200 mila uomini che compongono l’Esercito regio, 150 mila devono
fronteggiare gli Austriaci. L’altro presupposto e che, in caso di attacco
austriaco, la Francia come l’anno prima, sarebbe scesa a difendere il Regno di
Sardegna, essendo ancora in vigore gli accordi di Plombiers. Il Regno di
Sardegna quindi poteva correre rischi calcolati. Il piano di invasione
prevedeva che la gran massa delle forze sarde fronteggiasse l’Austria, ed il
rimanente terzo poteva operare contro le forze Pontificie. In caso di attacco pontificio le masse affidate a Morozzo della Rocca,
operante in Umbria, e Cialdini, operante nelle Marche non sarebbero state perse
o abbandonate a se stesse. Quelle di Morozzo della Rocca, il V Corpo,
richiamate in Emilia dovevano andare a rafforzare le forze ivi esistenti;
quella del Cialdini, IV Corpo, avrebbe dovuto ritornare sui propri passi lungo
la litoranea adriatica e raggiungere la
Romagna, ed avrebbe rinforzato il fronte sud, sulla linea del PO, pronto ad
ogni iniziativa offensiva. Era evidente che, con un intervento austriaco, le
operazioni nello Stato pontificio sarebbero state secondarie.
Fanti, quindi, forte della esperienza del 1859, collega il
piano del 1859 con la situazione attuale. L’intervento austriaco, in cui
speravano ardentemente i Pontificio, dato per certo dall’ambasciatore austriaco
a Roma , Hubner,
non poteva essere una sorpresa; se fosse accaduto tutto era pianificato da
parte sarda per fronteggiarlo.
[1] Il piano strategico porta il titolo di “Pensieri
sul modo di combattere in Italia una guerra contro l’Austria essendo il
Piemonte alleato colla Francia”. Lo si pubblicherà in un successivo post come documento
in modo integrale, in quanto, come si vedrà, rappresenta il riferimento
dottrinale dell’azione del Fanti quando sarà al comando delle forze di invasione
nel settembre 1860.
[2]Bogliari F, Traversi C., Manfredo Fanti, Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore
dell’Esercito, Ufficio
Storico, 1980, pag 83
[3] La base dottrinale era un progetto del 1851 della
Commissione Difesa e dello Stato Maggiore dell’esercito; una memoria
topografica del 25 aprile 1853, redatta in francese dal colonnello di Stato Maggiore
Giustiniani; delle considerazioni strategiche del maggiore di Stato Maggiore
Federici sulla difesa del Piemonte verso la frontiera orientale; di una nota
francese dal titolo “Note sur les dispositions à prendre pour assurer en cas de guerre la
jonction de l’armèe fraçaise avec l’armée sarde.” Cfr. Bogliari F, Traversi
C., Manfredo Fanti, cit. pag 80
giovedì 3 ottobre 2013
Principe Paolo Borghese. Biografia
Nacque a Roma da illustre famiglia di Siena residente nell'Urbe il 13 settembre 1845 dal principe Marc'Antonio discendente dal grande pontefice Paolo V. Assieme a tanti nobili fedeli del papato prestò servizio nel battaglione Volontari romani nel 1867 e nel 1870. Altri due fratelli fecero parte in quel periodo delle forze armate pontificie: il principe don Francesco Borghese (1847-1926) anch'esso Volontario pontificio, il principe don Giulio Borghese (1847-1914) sottotenente dei Dragoni Pontifici. Si spense a Venezia il 18 novembre 1920. Era insignito di diverse onorificenze pontificie e della medaglia Fidei et Virtute
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| Foto da insierire |
domenica 14 luglio 2013
Bibliografia Ragionata: 1970 -1979
de Cesare R, Roma e lo Stato del Papa - Dal ritorno di Pio IX al XX settembre
1850-1870, Milano, Longanesi, 1970,
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IX al XX settembre, Longanesi, Milano, 1972
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1974
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Pedrotti F. Cortini
Pedrotti C., Inquadramento fitosociologico e clorura muscinale della selva
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Pavia, Università di Pavia. 1974-1975;
1976
Brandani M., Crociani P., Fiorentino M., L’Esercito
Pontificio da Castelfidardo a Porta Pia. 1860-1870. Uniformi. Equipaggiamenti. Armamento.,
Milano, Integet, 1976
1977
Bosi M., Una pagina ignorata della nostra storia.
La proditoria uccisione dello zuavo pontificio de Limminghe e il ricordo di lui
nella chiesa di S.Gioacchino e S. Anna alle Quattro Fontane, Roma, Estratto
dalla “Strenna dei Romanisti, 1977
Natalucci M., La vita millenaria di Ancona, Città di Casatello, Canonici, 1977
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territorio di Ancona, Ancona, Canonici, 1977
1978
Luigetti L., Geografia Regionale Militare, Firenze,
Istituto Geografico Militare, 1978
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Valsecchi F., Introduzione alla storia del Risorgimento,
Milano, Ed. Universitaria La
Goliardica, s.d.( ma 1978)
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Vito Pardo, Tesi presso la Scuola di Perfezionamento in Storia dell’Arte,
Anno Accademico 1978/1979, Università degli Studi di Urbino, Facoltà di Lettere
e Filosofia, 1979
Foschi F., Figure e momenti di storia marchigiana
dell’800, L’Aquila, Japadre
Editore, 1979
sabato 6 luglio 2013
Azzanesi Achille
Nacque a Roma il 10 agosto 1823. Entrato in servizio nell’esercito
pontificio il 10 agosto 1839 come semplice soldato di fanteria, il 10 maggio
1840 fu nominato cadetto al IV battaglione fucilieri; il 22 gennaio 1847 fu
promosso sottotenente, Combattè valorosamente a Cornuda e a Vicenza nel maggio
e nel giugno 1848 e nell’anno seguente a Roma contro i Francesi. Divenne
tenente il 21 giugno 1850. Si segnalò a Castelfidardo, partecipò alla
repressione del brigantaggio nel Lazio meridionale dal 1864 al 1867 ed alla
conquista e difesa del viterbese nell’autunno del 1867. Il 20 settembre 1870,
colonnello comandante il reggimento di Linea assunse il comando della prima zona
di difesa che comprendeva la città Leonina ed il vaticano. Come tutti i comandanti
fu fedelissimo a Pio IX anche dopo la conquista di Roma; in occasione delle
solenni funzioni in piazza San Pietro, in onore della Immacolata Concezione (8
dicembre 1870) fu tra i cattolici che inneggiavano al Papa: riconosciuto da
alcuni facinorosi anticlericali venne assalito con ingiurie ed insulti.
Personaggio tra i più noti della
Roma del tempo, di grande valore e di profonda cultura si spense nella sua
città nel 1888. Fu insignito della commenda degli ordini Piano, di Francesco i
di Napoli, dell’Aquila Estense e della croce di San Gregorio Magno; decorato
delle medaglie Pro Petri Sede in oro e Fidei et Virtuti.
(contatti: massimo coltrinari: coltrinari2011@libero.it)
Bibliografia Ragionata 1960 -1969
Questa Bibliografia è particolarmente importante in quanto riflette i contributi che si sono avuti in occasione del 1 centenario dell'Unità d'Italia
1960
==, ==, Il 1860-1861 nel centenario, Milano,Touring
Club Italiano, 1961
Alberini A., La marina sarda e l’impresa dei mille, in
“Rivista Marittima”, fasc. maggio 1960, pag. 43-59. 1960
Anselmi S., (a cura di ), Senigallia 13 settembre
1860, Senigallia, Comitato Cittadino per il centenario del 1860, 1960
Bislani R., L’epica battaglia di Castelfidardo, in
Voce Adriatica, 5 ottobre 1960, Ancona, Edizione Speciale per il centenario, 1960
Comitato Cittadino per il Centenario del 1860, (a cura di), Senigallia 1831-1860, Senigallia,
Libreria Editrice Sapere, 1960
Cocchia A., Partecipazione della Marina all’espugnazione
di Ancona nel 1860, in “Rivista Marittima” fasc. settembre 1960, pagg.5-26
Elia R., Nel centenario della battaglia di
Castelfidardo. Discorso commemorativo tenuto a Castelfidardo il 18 settembre
1960, Ancona, 1960
De Couessin P., La battaille perdu de Castelfidardo, in Le
Monde, 24 settembre 1960
Di Tondo F., De Noja C., Le
Marche e il Risorgimento Italiano, Catalogo Illustrato della Mostra Anconitana del Risorgimento Italiano,
Ancona, S.I.T.A., 1960
Fedecostante R., Il contributi della Marina Militare alla
presa di Ancona del settembre 1860, Ancona, Sita, 1960
Ministero della
Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito,Ufficio Storico, Scritti sul 1860 nel centenario, Roma, Tipografia Regionale, 1960
Natalucci M., Il contributo di Ancona e delle altre città
marchigiane al Risorgimento nazionale, Estratto dal Vol. III “Ancona
attraverso i secoli”. A cura del Comitato regionale marchigiano per le celebrazioni
del centenario dell’Unità d’Italia, Citta di Castello, Arti Grafiche Città di
castello, 1960
Ricci A., La
Liberazione delle
Marche nella corrispondenza di un fedele papalino, in Le Marche nel
Risorgimento Italiano, Macerata, 1960
Natalucci M., Ancona attraverso i secoli, Città di Castello, Canonici, 1960
mercoledì 29 maggio 2013
Raphale de Beaufranchet
Nacque a Saint Martin d'Heuille, Nieve, Francia , il 17 ottobre 1849; volontario negli Zuavi pontifici il 28 gennaio 1868, promosso caporale il 21 febbraio 1869, sergente il 31 dicembre dello stesso anno, partecipò alla difesa di Roma nel settembre 1870; se ne ignora la data di morte.
Era decorato della medaglia Benemerenti
Era decorato della medaglia Benemerenti
Fotografia d'Alessandri Via del Corso dal 10 al 14 Roma
Al verso la dedica: Souvenir d'amitiè a mon ami Marc Emaldi Rapael de Beaufranchet.
sabato 25 maggio 2013
Esercito Pontificio del 1870
Volontari Pontifici della Riserva. L'Ufficiale è Pietro Aldobrandini, principe di Sarsina, Comandante la 4a Compagnia, Roma 1870
Fototgrafia F.lli d'Alessandri.
(da P. Raggi, La Nona Crociata, Ravenna, Libreria Tonini, 1992)
Bibliografia Ragionata 1950 - 1959
1950
1951
1952
PepeG., Chabot F., Valeri N., Demarco D., Luzzato G. (a cura di), Orientamenti per la Storia d’Italia del Risorgimento, Bari,
Laterza, 1952
1953
Gasparini L., Il pensiero politico antiunitario a Napoli
dopo la Spedizione
dei Mille – La Biblioteca
politica di Francesco II, Modena,
Società Tipografica Modenese, 1953
1954
Renouvin P., Histoire
des relations internationales, Paris, Hachette, Tome V, 1954;
1955
1956
Aubert R., La chute de Monseigneur De Merode en 1865.
Documents inedites, Rome,
s.e, 1956
1957
Croce B., Storia d’Europa nel secolo XIX, Bari, Laterza 1957
Masett Tannini G.L., Il Bicchiere di papa Mastai, Brescia,
Queriniana, 1957
Berti G., Russia e Stati Italiani nel
Risorgimento, Torino, Einaudi, 1957
1958
Annibaldi A., Il Museo Nazionale delle Marche in Ancona, Ancona, Tip. Dorica, 1958
Gabriele M., La politica navale italiana dall’Unità alla
vigilia di Lissa, Milano,
Giuffrè, 1958
1959
Anselmi S., Un fatto d’arme del 1860, in Marche Nuove, Bimestrale di politica economia e
cultura n. 6, 1959
Basilari D., A Pio IX, in Marche Nuove,
Bimestrale di politica economia e cultura n. 6, 1959
Calocci A., Garibaldi e Cavour, in Marche
Nuove, Bimestrale di politica economia e cultura n. 6, 1959
Campagni M., Opinioni sul Risorgimento, in
Marche Nuove, Bimestrale di politica economia e cultura n. 6, 1959
Dungario, Baldassare Galli della Mantica uomo di mare e
di guerra, in “Rivista
Marittima”, fac. Luglio-agosto 1959, pag. 39-49.
Di Tondo F., Castelfidardo e l’unità d’Italia, in
Marche Nuove, Bimestrale di politica economia e cultura n. 6, 1959
Ganiage J., Les
origines du Protectorat français en Tunisine (1861-1881), Paris, Preses
Universitaires de France, 1959
Molinelli R., i Cattolici e l’annessione, in
Marche Nuove, Bimestrale di politica economia e cultura n. 6, 1959
Salvatorelli L., Il Pensiero politico italiano dal 1700 al
1870, Torino, Einaudi, 1959
Severini A., Lo spirito del Risorgimento, in
Marche Nuove, Bimestrale di politica economia e cultura n. 6, 1959
Sparoni G., Gli ultimi tempi dello Stato
Pontificio, in Marche Nuove, Bimestrale di politica economia e cultura n.
6, 1959
La Bibliografia Ragionata sugli eventi nelle Marche nel nel 1860 è pubblicata su www.coltrinaricastelfidardo1860.blogspot.com
martedì 14 maggio 2013
Assemblea generale ordinaria della Associazione dei Discendenti degli Zuavi Pontifici e dei Volontari dell'Ovest in Francia
Si terrà alla Basse Motte il prossimo 15 giugno la annuale riunione della Associazione
si riproduce la circolare pervenuta a tutti i soci.
domenica 12 maggio 2013
Bibliografia Ragionata sul settembre 1860 nelle Marche 1940-1949
Riportiamo la Bibliografia raccolta per gli eventi del settembre 1860 nelle Marche relativa al decenni 1940- 1949.
Un decennio molto scarso di pubblicazioni per evidenti ragioni contestuali la guerra ed il dopoguerra lasciavano poco spazio agli studi ed alle ricerche
1940
1941
Della Torre P., Materiali per una storia
dell’Esecito Pontificio, in “Rassegna Storica del Risorgimento”, Anno
XXVIII, fascicolo I, Gennaio-Febbraio 1941
1942
Battaglieri M., La
politica navale del conte di Cavour, Livorno, Società Editrice Tirrena, 1942
1943
Negro S., Seconda Roma, Milano, Hoepli, 1943
1944
1945
Dalla Torre P., L’opera riformatrice ed
amministrativa di Pio IX fra il 1850 ed il 1870, Roma, Editrice Ave, 1945
Salvatorelli L., Casa Savoia nella Storia d’Italia, Roma, La Cosmopolita, 1945
1946
Malatesta A., Ministri, Senatori, e Deputati d’Italia dal
1848 al 1922, Roma, 3 Voll.,
1946
Rosselli N., Sagi sul Risorgimento,Torino, Einaudi, 1946
1947
1948
AA.,VV., Enciclopedia Cattolica, Roma.
Editrice del Vaticano, 1948
1949
Gramsci A., Il Risorgimento, Torino, Einaudi, 1949
==,==, La liberazione del Mezzogiorno e la
formazione del Regno d’Italia – Carteggi di Camillo Cavour, Bologna,
Zanichelli, 1949
per informazioni ed approfondimenti: ricerca23@libero.it
martedì 19 marzo 2013
Presentato a Roma il Volume dedicato ad Ancona 1860
Presentato
Al Circolo Marchigiano di Roma il volume di Massimo Coltrinari
L'ULTIMA DIFESA PONTIFICIA DI ANCONA
7-29 SETTEMBRE 1860
La fine del potere temprale dei Papi nelle Marche
Tomo I. La Piazzaforte
Roma, Società Editrice Nuova Cultura, 2012, pag, 324.
Presentato dal Presidente del Cenacolo Marchigiano, Gen. Duilio Benvenuti, L'Autore ha intrattenuto i presenti sui contenuti del volume, sottolieneando gli aspetti peculiari di Ancona come piazzaforte a metà dell'ottocento.
Un cordiale dibattito ha concluso la serata.
Per notizie ed informazioni sul volume: www.storiainlaboratorio.blogspot.com; per acquistarlo: ordini@nuovacultura.it oppure visitare il sito www.nuovacultura.it/ pubblica con noi/collane scientifiche/collana storiainlaboratorio.
giovedì 21 febbraio 2013
Cialdini era in Osimo. Riflessioni tecnico tattiche. Applicazione del Metodo Storico
La applicazione del metodo storico in termini specifici troverà un esempio sul nuovo volume in preparazione avente il titolo provvisorio:
"Cialdini era in Osimo - Riflessioni sugli avvenimenti nelle Marche nel settembre 1860"
I punti trattati, in tema di guerra Classica, saranno:
I Capi
sia di parte sarda che di parte pontificia:
Manfredo Fanti, Morozzo della Rocca, Carlo Pellion di Persano, Enrico Cialdini
Cristoforo de La Moricière, George de Pimoda, Attanasio de Charette
I Piani Operativi
sia di parte sarda che di parte pontificia:
Sardi:
Il Piano per l'invasione delle Marche e dell'Umbria
Il Piano di interposizione del IV Corpo d'Armata
Il piano di Investimento della piazzaforte di Ancona
Il Piano dell'investimento di Ancona dal mare
Pontifici
Il Piano Generale di Difesa dello Stato
Il Piano di Difesa della Piazzaforte di Ancona
sabato 9 febbraio 2013
Anniversario della Repubblica Romana
Il 9 Febbraio ricorre l'anniversario della Repubblica Romana che rappresenta la matrice di tutto il risorgimento. Riportiamo la nota relativa ad una giornata dedicata ai motivi risorgimentali in occasione dei festeggiamenti del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, nella convinzione che solo curando con attenzione l'educazione e l'istruzione delle nuove generazione le date anniversarie potranno avere un loro significato ed essere ricordate
martedì 22 gennaio 2013
La Guerra in Crimea del 1854-1855 rappresenta il banco di
prova dell’Esercito Sardo che si andava ristrutturando in vista delle prove che
necessariamente doveva sostenere nell’ambito della politica di Unità Nazionale
perseguita dal governo di Cavour.
L’Aver partecipato a questa spedizione oltremare, accanto
alle potenze del tempo, Gran Bretagna e Francia, rappresentò la possibilità di
avere intese ed appoggi a livello
diplomatico e politico.
Dal punto di vista
militare fu una esperienza molto fruttuosa. Sotto il profilo tattico, l’aver
combattuto a fianco di fanterie più accreditate sulla carta, permise di
confrontare i procedimenti di impiego; per la cavalleria, anche se il corpo di
spedizione non aveva unità consistenti di questa arma, si constatò che non vi erano stati sostanziali progressi
tattici dall’epoca napoleonica, quaranta anni prima. Per i quadri, sia di
vertice che intermedi fu un’ottima esperienza. Vi parteciparono generali come
Fanti, Cialdini, Pes di Villamarina ed altri che ritroveremo poi nelle marche
nel 1860.
Dove le cose andarono veramente male fu il settore
logistico, soprattutto la componente sanitaria, commissario nelle branche del
vettovagliamento, dell’alloggiamento e del benessere del soldato.
L’alto numero dei Caduti, oltre 2500, tra cui il fondatore
dei bersaglieri La Marmora, fu dovuto
alle malattie, soprattutto il colera, e ad altre epidemie, non sufficientemente
contrastate; relativamente basso il numero dei caduti in combattimenti e scontri.
Questo Caduti sono ricordati oggi da una Stele, sul campo di
Baraclava, nella collina di fronte al posto ove stava il Quartier Generale di
Lord Raglan, e guardante nella vallata ove si svolse la celebre carica della
Brigata Leggera, forse l’episodio più noto di tutta la Campagna.
L’avere avuto la fortuna di rendere omaggio ai caduti nel
150° anniversario della nostra Unità Nazionale, sommato a giornate intense di
studio sul posto di avvenimenti di storia militare patria, rappresenta un
significativo passo concreto verso quelle forme di studio della storia basate
più sulla realtà documentari e materica che di quella storia ideologica fatta
di miti, scelte politiche, funzionale all’interesse di questo e quello; oggi sembra
che sia questa l’unica storia possibile, in realtà un ulteriore segno della
nostra attuale decadenza.
Di seguito alcune immagini della Cerimonia svoltasi a
memoria dei Caduti.
L'Omaggio alla stele dei caduti Sardi nella Guerra di Crimea nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia
Una Corona di Alloro, portata da Marinai ucraini è stata posta ai piedi della Stele
Gli Onori ai Caduti
LA Comunità Locale ha partecipato alla cerimonia, che ha avuto una ampia eco sui mezzi di informazione
La Foto ricordo degli Ufficiali componenti la delegazione
accanto alla Stele
domenica 20 gennaio 2013
WWW.Castelferretti.it Prove diCollegamento
Il blog www.coltrinaricastelfidardo1860. blogspot.com, è espressione del progetto Storia in Laboratorio (www.storiainlaboratorio.blogspot.com) per quanto riguarda il passaggio delle Marche dallo Stato Preunitario alla Stato nazionale, in particolare la giornata del 18 settembre 1860; gli spot riporta le attività e le realizzazioni attuate nell'ambito del progetto stesso alle ricerche relative. In particolare le edizioni raccolte nella Collana Storia in Laboratorio, in cui sono riportati le sintesi dei volumi e le attività ad essi connesse. (spot per Mario Brutti per aggiornamento del sito www.castelferreti.it).
mercoledì 9 gennaio 2013
Bibliografia Ragionata anni 1929-1939
Si riporta la bibliografia acquisita per le ricerche sul 1860 nelle Marche relativa al decennio 1930-1939.
1930
Vercesi E., Pio IX, Milano, Corbaccio, 1930
1931
Jacini S., Il tramonto del potere temporale nelle relazioni degli ambasciatori austriaci a Roma ( 1860-1870), Bari, Laterza, 1931
Bellini I., Il Comitato Nazionale Romano (1853-1867), in Atti del II Congresso Nazionale di Studi Romani, Roma, Cremonese,Vol. II, 3 Vol., 1931
1932
==, ==, Lo stendardo dei zuavi pontifici olandesi al museo di Haarkem, in “L’Osservatore Romano”, 6 ottobre 1932
==, ==, Elenco di edifici monumentali di Ancona, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1932
Corselli R., La campagna del 1860, in “Garibaldi condottiero”, Ministero della Guerra, Comando del Corpo di Stato Maggiore, Ufficio Storico, Roma 1932
De Barral E., Les Zuouaves pontificaux 1860 – 1870, Paris, Librairie du Duphin, 1932
Howard Marraro R., American opinion and the unification of Italy 1848-1861, New York, Columbia University Press, 1932
Marschall Case L., Franco-Italian Relations 1860-1865. The Roman Question and the Convention of September, Philadelphia, University of Philadelphia Press, 1932
Menchetti G.M., Atanasio De Charette, (nel centenario della nascita), in “L’Osservatore Romano”. 18 settembre 1932.
Mollat G., La question romaine de Pio VI à Pie XI, Paris, 1932
Omodeo A., Russo ., Saitta A., Camillo Benso conte di Cavour. Discorsi Parlamentari.Firenze, La Nuova Italia, 1932
Poli G., La Liberazione delle Marche e la Battaglia di Castelfidardo, Macerata, 1932
Reisoli G., La campagna del 1860 II, in“Garibaldi condottiero”, Ministero della Guerra, Comando del Corpo di Stato Maggiore, Ufficio Storico, Roma 1932
1933
==,== Carteggi cavourriani, Bologna, Zanichelli, Vol. V, 1933
Franculis A.,(a cura di), .Accadèmie Diplomatique Internationale, Dictionaire diplomatique, Genève, 4 voll., 1933-1948
Calvori G., Castelfidardo. Romanzo Storico. Bologna, Cappelli, 1933
Spellanzon C., Storia del Risorgimento e dell’Unità d’Italia, Milano, Rizzoli, 1933-1960
1934
Bellini I., I Giornali liberali di Roma nell’ultimo ventennio del Governo Pontificio, in Atti del III Congresso Nazionale di Studi Romani, Bologna, Cappelli,Vol. II, 5 Vol., 1934
1935
Gogna A., Le Marche nella storia del Risorgimento d’Italia, Macerata, 1935
1936
Grezzi G., Saggio storico sull’attività politica di Liborio Romano, Firenze, Felice Le Monnier Editore, 1936
1937
Montù C., Storia dell’Artigliera Italiana. Dal 1815 al 1870, Roma, Rivista di Artiglieria e Genio, Vol. IV, parte II, 1937
Montù C., Storia dell’Artigliera Italiana. Dal 1815 al 1914, Roma, Rivista di Artiglieria e Genio, Vol. III, parte II, 1937
1938
Bellini I., Il movimento liberale moderato nelle province pontificie (1860-1870), in Atti del IV Congresso Nazionale di Studi Romani, Roma, Istituto di Studi Romani,Vol. II, 5 Vol., 1938
Crisoliti F., Politici,guerrieri, poeti, Milano, Treves, 1938
Jongla de Morenas, H., Grand Armorial de France, Paris, t.II, 1938
Ferrari A., La soluzione unitaria del Risorgimento 1848-1871, Roma, Albrighi e Sagati, 1938
Jacini S., La crisi religiosa del Risorgimento. La politica ecclesiastica italiana da Villafranca a Porta Pia, Bari, Laterza, 1938
1939
Crispolti F., Politici, Guerrieri, Poeti. Ricordi personali., Milano, Treves, 1939
Vinello C.A., I resti delle carte Minonzio-Cialdini della Biblioteca di Brera, in Rassegna Storica del Risorgimento, Anno XXVI, Fasc. VIII, Agosto 1939, Roma Libreria dello Stato, 1939
1930
Vercesi E., Pio IX, Milano, Corbaccio, 1930
1931
Jacini S., Il tramonto del potere temporale nelle relazioni degli ambasciatori austriaci a Roma ( 1860-1870), Bari, Laterza, 1931
Bellini I., Il Comitato Nazionale Romano (1853-1867), in Atti del II Congresso Nazionale di Studi Romani, Roma, Cremonese,Vol. II, 3 Vol., 1931
1932
==, ==, Lo stendardo dei zuavi pontifici olandesi al museo di Haarkem, in “L’Osservatore Romano”, 6 ottobre 1932
==, ==, Elenco di edifici monumentali di Ancona, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1932
Corselli R., La campagna del 1860, in “Garibaldi condottiero”, Ministero della Guerra, Comando del Corpo di Stato Maggiore, Ufficio Storico, Roma 1932
De Barral E., Les Zuouaves pontificaux 1860 – 1870, Paris, Librairie du Duphin, 1932
Howard Marraro R., American opinion and the unification of Italy 1848-1861, New York, Columbia University Press, 1932
Marschall Case L., Franco-Italian Relations 1860-1865. The Roman Question and the Convention of September, Philadelphia, University of Philadelphia Press, 1932
Menchetti G.M., Atanasio De Charette, (nel centenario della nascita), in “L’Osservatore Romano”. 18 settembre 1932.
Mollat G., La question romaine de Pio VI à Pie XI, Paris, 1932
Omodeo A., Russo ., Saitta A., Camillo Benso conte di Cavour. Discorsi Parlamentari.Firenze, La Nuova Italia, 1932
Poli G., La Liberazione delle Marche e la Battaglia di Castelfidardo, Macerata, 1932
Reisoli G., La campagna del 1860 II, in“Garibaldi condottiero”, Ministero della Guerra, Comando del Corpo di Stato Maggiore, Ufficio Storico, Roma 1932
1933
==,== Carteggi cavourriani, Bologna, Zanichelli, Vol. V, 1933
Franculis A.,(a cura di), .Accadèmie Diplomatique Internationale, Dictionaire diplomatique, Genève, 4 voll., 1933-1948
Calvori G., Castelfidardo. Romanzo Storico. Bologna, Cappelli, 1933
Spellanzon C., Storia del Risorgimento e dell’Unità d’Italia, Milano, Rizzoli, 1933-1960
1934
Bellini I., I Giornali liberali di Roma nell’ultimo ventennio del Governo Pontificio, in Atti del III Congresso Nazionale di Studi Romani, Bologna, Cappelli,Vol. II, 5 Vol., 1934
1935
Gogna A., Le Marche nella storia del Risorgimento d’Italia, Macerata, 1935
1936
Grezzi G., Saggio storico sull’attività politica di Liborio Romano, Firenze, Felice Le Monnier Editore, 1936
1937
Montù C., Storia dell’Artigliera Italiana. Dal 1815 al 1870, Roma, Rivista di Artiglieria e Genio, Vol. IV, parte II, 1937
Montù C., Storia dell’Artigliera Italiana. Dal 1815 al 1914, Roma, Rivista di Artiglieria e Genio, Vol. III, parte II, 1937
1938
Bellini I., Il movimento liberale moderato nelle province pontificie (1860-1870), in Atti del IV Congresso Nazionale di Studi Romani, Roma, Istituto di Studi Romani,Vol. II, 5 Vol., 1938
Crisoliti F., Politici,guerrieri, poeti, Milano, Treves, 1938
Jongla de Morenas, H., Grand Armorial de France, Paris, t.II, 1938
Ferrari A., La soluzione unitaria del Risorgimento 1848-1871, Roma, Albrighi e Sagati, 1938
Jacini S., La crisi religiosa del Risorgimento. La politica ecclesiastica italiana da Villafranca a Porta Pia, Bari, Laterza, 1938
1939
Crispolti F., Politici, Guerrieri, Poeti. Ricordi personali., Milano, Treves, 1939
Vinello C.A., I resti delle carte Minonzio-Cialdini della Biblioteca di Brera, in Rassegna Storica del Risorgimento, Anno XXVI, Fasc. VIII, Agosto 1939, Roma Libreria dello Stato, 1939
(chi non desidera ricevere questo post è pregato di comunicarlo a: ricerca23@libero.it)
giovedì 20 settembre 2012
Il Prossimo volume della Collana Storia in Laboratorio. L'Ultima Difesa Pontificia di Ancona 7 -29 settembre 1860. Presentazione dell'Ambasciatore de Bosis
E’ sempre un successo quello di mettere a di-sposizione di studenti e giovani ricercatori volumi come questo, che è la risultante di ricerche documen-tate ed appassionate, volte a darci un quadro, il più possibile aderente alla realtà, della nostra Ancona, in un momento fondamentale della sua Storia recente.
Il volume si presenta in una articolazione dupli-ce:nella prima parte ci si dedica alla descrizione di Ancona come piazzaforte pontificia alla metà dell’800; ne esce un quadro di Ancona dentro le mura, espres-sione di quel dominio dei Papi iniziato nel 1532 quando, con raggiri e azioni dubbi, soppresse l’autonomia civica di Ancona. Nella seconda parte vi è la descrizione degli avvenimenti che si susseguiro-no, dal punto di vista delle Autorità Pontificie, per la difesa della piazzaforte medesima e del territorio non solo anconetano ma delle Marche tutte. La prepara-zione, l’approntamento degli uomini e dei mezzi e poi l’azione vera e propria a difesa della città.
Corre l’obbligo di ricordare che questo volume è speculare a quello già pubblicato in questa collana che tratta degli stessi argomenti e dello stesso perio-do, ma dal punto di vista dei Sardi, cioè di noi Italia-ni. Qualche tratto, nonostante ogni sforzo dell’Autore per evitare ripetizioni o descrizioni ridondanti, è con-simile per forza di cose al libro già pubblicato; ma il lettore nè può trovare giovamento in quanto vede la medesima situazione dalle due opposte angolazioni. E’ consequenziale dire che questi due volumi, più quello dedicato allo scontro del 18 settembre 1860 nella vallata del Musone, si completano e si integra-no.
Con la fine del Potere temporale dei Papi, la Storia delle Marche diviene una Storia d’Italia. Nei secoli precedenti ogni regione italiana ha avuto la sua Storia, ed i rapporti tra le diverse regioni erano stati anche di intensa rivalità. Il risultato di questa situa-zione fu un livello quanto mai basso, economico e di qualità della vita, della nostra gente.
Le Marche erano povere, in tutti i sensi, senza alcuna prospettiva futura, in una immutabilità quasi eterna, sorretta solo dalla speranza di una vita mi-gliore nell’aldilà, per chi aveva fede.
Ma il significato ancor più vero di questo termi-ne di un era, quella papale, è da cogliere nell’inizio della evoluzione dei rapporti all’interno della società marchigiana.
La ventata patriottica, come osserva Denis Mach Smith, che iniziò a soffiare anche nelle Marche, intac-cò alle fondamenta quella gabbia invisibile che era il sistema patriarcale della famiglia. Il Giovane era fin dalla più tenera età ingabbiato ed imprigionato, an-che dopo il matrimonio, nei palazzi aviti, in compa-gnia di diverse generazioni di parenti, più o meno influenti. I Genitori erano austeri ed autoritari, in una condizione familiare ed educativa che non lasciava spazio alcuno alle esigenze individuali o alla inizia-tiva del giovin rampollo. La possibilità di evolversi, come lo studio, ma soprattutto i viaggi, erano pochis-sime mentre, tranne la indispensabile arte della scherma, non vi era la possibilità di praticare nessun sport o attività fisica consimile.
Esempio di tutto questo, per noi marchigiani, era la famiglia Leopardi, con Monaldo e Giacomo i prototipi della situazione sopradescritta. La ventata liberal-democratica portava a scardinare tutto questo ed ad aprire orizzonti nuovi, sia sul piano umano che su quello sociale. La speranza per il Giovane di usci-re da tutto questo era “il nuovo”, quello che non si poteva nominare, “la rivoluzione”
Ancona non poteva non beneficiare di tutto que-sto. La partecipazione popolare non fu massiccia co-me certa pubblicistica risorgimentale volle ancor oggi accreditare, ma elitaria. Come sempre accade sono le avanguardie che manifestano i sintomi del nuovo ed aprono alle masse il futuro.
Ancona espresse nel suo seno elementi che raf-forzarono queste avanguardie sia nel decennio di oc-cupazione austriaco sia nel 1859, quando avvertì l’esigenza che il presente non poteva più essere accet-tato.
La precocità di questi sentimenti e la incapacità di tradurli in azione, impedirono ad Ancona ed alle Marche di seguire la scia degli avvenimenti, in quel fatidico 1859, delle Legazioni, ovvero di Bologna e delle Romagne. Un rimprovero che i Patrioti emiliani e romagnoli rivolsero a quelli marchigiani ed a quelli anconetani, in particolare. Con interesse ho appreso che su questo aspetto è in preparazione un volume dedicato proprio all’Ancona del 1859, premessa inte-ressante per comprendere non solo gli eventi qui de-scritti riferiti al 1860, ma la genesi dell’azione di Gari-baldi e la concezione di quella spedizione dei Mille, epica e fondamentale per il processo unitario italiano, che proprio nel fallimento dell’azione dell’Eroe dei due Mondi della azione su Ancona trova la sua prima istanza e ispirazione.
Il vecchio era ancora troppo radicato per per-mettere di imporre il nuovo dal basso e dall’interno, come in Romagna e in Toscana, tanto era ferreo e con-servatore il sistema di controllo pontificio, con un cle-ro medio-alto sostanzialmente in ritardo sui tempi, chiuso in una visione settecentesca della società e del-la politica.
Non si riuscì a staccarsi da Roma con le proprie forze, e ci vorrà un intervento esterno per riuscire ad inserire le Marche nel processo unitario nazionale ita-liano.
Queste avanguardie, in quanto, tali provocarono la reazione di quel governo Pontificio che ancora era convinto che la situazione fosse rimasta, nei rapporti di forza, al 1849.
Convinto nel 1859, dopo aver ripreso il controllo dello Stato e dei territori, che il vero problema era la riconquista delle Romagne, nel 1860 si affidò ancora una volta alla protezione delle Potenze Cattoliche, Francia ed Austria. Aggiunse a questo l’impegno di-retto, attivo alla difesa dello Stato e del suo territorio. Una difesa che escluse totalmente, nelle motivazioni, l’elemento italiano, rinunciando “de facto” all’aiuto di quella parte della popolazione che mostrava sim-patie per il Soglio Papale, affidandosi ai Cattolici di tutta Europa, approfondendo ogni giorno di più il solco con il proprio popolo.
Si credeva che con la forza delle armi si poteva, come nel 1849, arrestare e schiacciare questa “rivolu-zione” liberale borghese e in parte democratica, che era il Risorgimento.
Si corse a mettere in piedi una difesa dello Stato, Le Marche e l’Umbria, senza badare ai mezzi, convinti che la vittoria avrebbe coperto ogni cosa. Una difesa che, come emerge dalla lettura di questo volume, è una serie di errori in tutti i campi veramente sorpren-dente.
Come quelli che l’hanno preceduto, il volume ancora la descrizione a fonti documentali affinchè il giovane studente, a cui è diretto, possa avere elemen-ti di riflessione e di discussione e non versioni pre-confezionate. In sintesi, un volume più per la rifles-sione che per la lettura occasionale.
L’Associazione Nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione, il cui fine statutario è quello di agire e difendere la libertà e il pensiero democrati-co, riflessi nella nostra Costituzione frutto della lotta contro il regime del genocidio che insanguinò l’Europa fino al 1945, non può non essere lieta che vo-lumi come questo possano essere utili alle nuove ge-nerazioni, utili a costruirsi una libera coscienza di pensiero su fatti che rappresentano l’inizio del nostro processo unitario in quella consequenzialità di pensiero ed azione che è essenziale per una speranza di un futuro accettabile.
Alessandro Cortese de Bosis
Ambasciatore,
Vice Presidente Nazionale
della Associazione Nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione,
20 settembre 1870 20 settembre 2012
Anche oggi, 20 settembre, un fiore è stato deposto al monumento che ricorda la breccia di porta Pia a Roma. Il ricordo del ritorno di Roma all'Italia rimane sempre indelebile.
mercoledì 11 luglio 2012
Bibliografia Ragionata 1919 - 1929
1919
Bianchi N., Particolari importanti ed ignoti sulla Battaglia di Castelfidardo ( tratti da un documento dell’epoca), Roma, Estratto dalla Rivista “”Rassegna Nazionale”, Fascicolo 16 dicembre 1919, 1919
1920
Emaldi G., A ricordo del conte Marco Emaldi, Bologna, Poligrafici Riuniti, 1920
Raulich I., Storia del Risorgimento politico d’Italia, Bologna, Zanichelli, 5 Voll., 1920-1926
Vigevano A., La fine dell’esercito pontificio, Roma, Stabilimento Poligrafico per l’Amministrazione della Guerra, 1920
==, == Regiment des zouaves pontificaux, Lille, H. Morel, 1920
1921
Giangiacomi P., Castelfidardo e Ancona 1860, Ancona, Casa Editrice Rosa Volpi, 1921
1922
1923
Vigevano A., Campagna delle Marche e dell'Umbria, Roma, Stabilimento Poligrafico dell'Amministrazione della Guerra, 1923
1924
Rouleau C.E., Les zouaves pontificaux. Précis historique, Quebec, (s.intip.), 1924
1925
Marchi T., I governi provvisori delle marche e dell’Umbria nel 1860, in Annuario Università di Macerata, Anno Accademico 1924-1925, Macerata, Tipografia Bianchini, 1925
1926
Amante A., Gli Zuavi pontifici, in “L’Italia”, Milano, 13 aprile 1926
Amantini C, Ai vittoriosi di Castelfidardo, Spoleto, Tipografia dell’Umbria, 1926
Gobetti P., Risorgimento senza Eroi. Studi sul pensiero piemontese nel Risorgimento, Torino, Baretti, 1926
Geremia P., Lo Storico incontro di Vittorio Emanuele II con Giuseppe Garibaldi a Taverna Catena, Caserta, Troie, 1926
Rovetta G., Romanticismo, Dramma in tre Atti, Milano, Casa Editrice Baldini e Castaldi, 1926
1927
Croce B., Il Romanticismolegittimistico e la caduta del Regno di Napoli. Scritti di Storia letteraria e politica, Bari, Laterza, 1927
Croce B., Uomini e cose della vecchia Italia, Bari, Laterza, 2 Voll., 1927
Leconte L., Les Belges au service de Rome (1860-1870). Origines.Les Tirailleurs Franco-Belges (1860-1860), in Carnet de la Fourragère, Bruxelles, num. 2 serie II, Dicembre 1927
Momus, Il Leonardo, Collana di volumetti sugli artisti viventi italiani scritto e coordinato da Momus, Vito Pardo, Ferrara, Taddei, pag. 34.,1927
Spadoni, G. (Giovanni), Spadoni D., (Domenico), Uomini e fatti nelle Marche nel Risorgimento Italiano, Macerata, 1927
1928
==, ==, Zouaves pontificaux et volontarie de l’Ouest entrés dans les Ordes Religieux ou dans le Clergé. Travail établi par le Bulletin des Zouaves Pontificaux « L’Avant-Garde » 1928. Dattiloscritto. Roma, Biblioteca Vaticana R.G., Storia III, 1346, 3, 1928
==, ==, Zouaves pontificaux. Officers, sous-officiers, caporaux et soldats tuée ou blessés dans les différentes campagnes del Etas pontificaux. Morts accidentellement au dans les divers hospitaux de 1860 à1870. Dattiloscritto. Roma, Biblioteca Vaticana R.G., Storia III, 1346, 3, 1928
Cesari C., La campagna di Garibaldi nell’Italia meridionale, Roma, Ministero della Guerra, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico,
De Pimodan G., Vie du général De Pimodan, Champion, Paris, 1928.
Leconte L., Les Belges au service de Rome (1860-1870). Le battalion des zouaves pontificaux (1860-1867), in Carnet de la Fourragère, Bruxelles, num. 2 serie II, Luglio 1928
Leconte L., Les Belges au service de Rome (1860-1870). Le regiment des zouaves pontificaux (1860-1870), in Carnet de la Fourragère, Bruxelles, num. 3 serie II, Dicembre 1928
Leconte L., Les Belges au service de Rome (1860-1870). Notices biographiques des Belges qui furent officiers aux Tirailleurs Franco-Belges, aux Zouaves (1860-1870), in Carnet de la Fourragère, Bruxelles, num.3 serie II, Dicembre 1928
Leconte L., Les Belges au service de Rome (1860-1870). Origines.Les Tirailleurs Franco-Belges (1860-1860), in Carnet de la Fourragère, Bruxelles, num. 2 serie II, Luglio 1928
Enciclopedia Militare. Arte-Biografia-Geografia-Storia-Tecnica Militare, Voce: Castelfidardo, Milano, Il Popolo d’Italia, Istituto Editoriale Scientifico, 1928 Volume II,
1929
Berkeley H., The Irish battalion in the Papal Army of 1860, Dublino, The Talbot Oress., 1929
Cesari C, Le guerre del 1860/61 e del 1870 per l'unità d'Italia, Edizioni Tiber, Roma, 1929.
Leconte L., Les Belges au service de Rome (1860-1870). Notices biographiques des Belges qui furent officiers aux Tirailleurs Franco-Belges, aux Zouaves (1860-1870), in Carnet de la Fourragère, Bruxelles, num.4 serie II, Luglio 1929
Bianchi N., Particolari importanti ed ignoti sulla Battaglia di Castelfidardo ( tratti da un documento dell’epoca), Roma, Estratto dalla Rivista “”Rassegna Nazionale”, Fascicolo 16 dicembre 1919, 1919
1920
Emaldi G., A ricordo del conte Marco Emaldi, Bologna, Poligrafici Riuniti, 1920
Raulich I., Storia del Risorgimento politico d’Italia, Bologna, Zanichelli, 5 Voll., 1920-1926
Vigevano A., La fine dell’esercito pontificio, Roma, Stabilimento Poligrafico per l’Amministrazione della Guerra, 1920
==, == Regiment des zouaves pontificaux, Lille, H. Morel, 1920
1921
Giangiacomi P., Castelfidardo e Ancona 1860, Ancona, Casa Editrice Rosa Volpi, 1921
1922
1923
Vigevano A., Campagna delle Marche e dell'Umbria, Roma, Stabilimento Poligrafico dell'Amministrazione della Guerra, 1923
1924
Rouleau C.E., Les zouaves pontificaux. Précis historique, Quebec, (s.intip.), 1924
1925
Marchi T., I governi provvisori delle marche e dell’Umbria nel 1860, in Annuario Università di Macerata, Anno Accademico 1924-1925, Macerata, Tipografia Bianchini, 1925
1926
Amante A., Gli Zuavi pontifici, in “L’Italia”, Milano, 13 aprile 1926
Amantini C, Ai vittoriosi di Castelfidardo, Spoleto, Tipografia dell’Umbria, 1926
Gobetti P., Risorgimento senza Eroi. Studi sul pensiero piemontese nel Risorgimento, Torino, Baretti, 1926
Geremia P., Lo Storico incontro di Vittorio Emanuele II con Giuseppe Garibaldi a Taverna Catena, Caserta, Troie, 1926
Rovetta G., Romanticismo, Dramma in tre Atti, Milano, Casa Editrice Baldini e Castaldi, 1926
1927
Croce B., Il Romanticismolegittimistico e la caduta del Regno di Napoli. Scritti di Storia letteraria e politica, Bari, Laterza, 1927
Croce B., Uomini e cose della vecchia Italia, Bari, Laterza, 2 Voll., 1927
Leconte L., Les Belges au service de Rome (1860-1870). Origines.Les Tirailleurs Franco-Belges (1860-1860), in Carnet de la Fourragère, Bruxelles, num. 2 serie II, Dicembre 1927
Momus, Il Leonardo, Collana di volumetti sugli artisti viventi italiani scritto e coordinato da Momus, Vito Pardo, Ferrara, Taddei, pag. 34.,1927
Spadoni, G. (Giovanni), Spadoni D., (Domenico), Uomini e fatti nelle Marche nel Risorgimento Italiano, Macerata, 1927
1928
==, ==, Zouaves pontificaux et volontarie de l’Ouest entrés dans les Ordes Religieux ou dans le Clergé. Travail établi par le Bulletin des Zouaves Pontificaux « L’Avant-Garde » 1928. Dattiloscritto. Roma, Biblioteca Vaticana R.G., Storia III, 1346, 3, 1928
==, ==, Zouaves pontificaux. Officers, sous-officiers, caporaux et soldats tuée ou blessés dans les différentes campagnes del Etas pontificaux. Morts accidentellement au dans les divers hospitaux de 1860 à1870. Dattiloscritto. Roma, Biblioteca Vaticana R.G., Storia III, 1346, 3, 1928
Cesari C., La campagna di Garibaldi nell’Italia meridionale, Roma, Ministero della Guerra, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico,
De Pimodan G., Vie du général De Pimodan, Champion, Paris, 1928.
Leconte L., Les Belges au service de Rome (1860-1870). Le battalion des zouaves pontificaux (1860-1867), in Carnet de la Fourragère, Bruxelles, num. 2 serie II, Luglio 1928
Leconte L., Les Belges au service de Rome (1860-1870). Le regiment des zouaves pontificaux (1860-1870), in Carnet de la Fourragère, Bruxelles, num. 3 serie II, Dicembre 1928
Leconte L., Les Belges au service de Rome (1860-1870). Notices biographiques des Belges qui furent officiers aux Tirailleurs Franco-Belges, aux Zouaves (1860-1870), in Carnet de la Fourragère, Bruxelles, num.3 serie II, Dicembre 1928
Leconte L., Les Belges au service de Rome (1860-1870). Origines.Les Tirailleurs Franco-Belges (1860-1860), in Carnet de la Fourragère, Bruxelles, num. 2 serie II, Luglio 1928
Enciclopedia Militare. Arte-Biografia-Geografia-Storia-Tecnica Militare, Voce: Castelfidardo, Milano, Il Popolo d’Italia, Istituto Editoriale Scientifico, 1928 Volume II,
1929
Berkeley H., The Irish battalion in the Papal Army of 1860, Dublino, The Talbot Oress., 1929
Cesari C, Le guerre del 1860/61 e del 1870 per l'unità d'Italia, Edizioni Tiber, Roma, 1929.
Leconte L., Les Belges au service de Rome (1860-1870). Notices biographiques des Belges qui furent officiers aux Tirailleurs Franco-Belges, aux Zouaves (1860-1870), in Carnet de la Fourragère, Bruxelles, num.4 serie II, Luglio 1929
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