Mostra a Pietralacroce

Mostra a Pietralacroce
Il numero della rivista riportala mostra organizzata dagli alunni delle scuole di Ancona a Pietralacroce in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Nella foto, l'assalto e la presa di Monte Pelago, 26 settembre 1860

Traduzione

Il presente blog è scritto in Italiano, lingua base. Chi desiderasse tradurre in un altra lingua, può avvalersi della opportunità della funzione di "Traduzione", che è riporta nella pagina in fondo al presente blog.

This blog is written in Italian, a language base. Those who wish to translate into another language, may use the opportunity of the function of "Translation", which is reported in the pages.

Onore ai Caduti

Onore ai Caduti
Sebastopoli. Vallata di Baraclava. Dopo la cerimonia a ricordo dei soldati sardi caduti nella Guerra di Crimea 1854-1855. Vedi spot in data 22 gennaio 2013

Il volume è stato presentato sabato 4 giugno 2011 alle ore 18 a Portorecanati, Sala Comunale

Il volume è stato presentato sabato 4 giugno 2011 alle ore 18 a Portorecanati, Sala Comunale
Per acquisto del volume:clicca sulla foto e segui il percorso: pubblicaconnoi-collanescientifiche/storiainlaboratorio/vai alla scheda/scheda pag.2

La sintesi del 1860

Cerca nel blog

Il combattimento di Loreto, detto di Castelfidardo 18 settembre 1860

Il Volume di Massimo Coltrinari, Il Combattimento di Loreto detto di Castelfidardo, 18 settembre 1860, Roma, Edizioni Nuova Cultura, 2009, pagine 332, euro 21, ISBN 978-88-6134-379-5, è disponibile in
II Edizione - Accademia di Oplologia e Militaria
- in tutte le librerie d'Italia
- on line, all'indirizzo ordini@nuova cultura.it,
- catalogo, in www.nuovacultura.it
- Roma Universita La Sapienza, "Chioschi Gialli"
- in Ancona, presso Fogola Corso Mazzini e press o Copyemme

Sai dire che cosa è successo il 18 settembre 1860 nella vallata del Musone?

martedì 30 ottobre 2018

Club Ufficiali Marchigiani Nota a Margine



Il Sito dalla riunione autunnale a Fermo del 2018, riprendendo le decisioni
di Genca di alcuni anni fa diviene anche sussidiario al blog pilota

www.anconalastoria.blogspot.com

nel quadro della riorganizzazione del Comitato Scientifico del

Club Ufficiali Marchigiani

Questo nel quadro delle ricerche già avviate riguardanti

la storia militare delle Marche
in particolare alla storia del risorgimento nelle Marche
che ha avuto il suo epicentro nell'anno "mirabilis" che è il 1860

al fine di dare un ulteriore contenuto alla attività del club intesa come approfondimento della marchigianità in tutti i suoi valori positivi.



info
(centrostudicesvam@istitutuonastroazzurro.org)

per ulteriori informazioni vds

coltrinarimarche 1944.blogspot.com


domenica 7 ottobre 2018

Master I Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 1960

Il Master in oggetto prevede un 
Modulo di Storia del Risorgimento dedicato alla Campagna del 1860

Informazioni
www.valoremilitare.blogspot.com
post in data 6 ottobre 2018

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

inoltre
vvv.studentiecultori.blogspot.com

martedì 18 settembre 2018

18 settembre 1860 Paura della verità


Sicuramente dovranno passare anni prima che
nelle cerimonie ufficiali
 per la data anniversaria del
 18 settembre 1860
si avrà il coraggio di dire quello che è veramente successo
La paura della realtà delle cose
è sempre presente e il conformismo del quieto vivere
e del perbenismo di maniera sono dominanti

Uno dei caratteri dell'uomo libero è quello 
di non trascinare il proprio pensiero nel solco tracciato dal conformismo


martedì 26 giugno 2018

mercoledì 30 maggio 2018

1859.Una strategia fallimentare. Lo Stato Pontifico e la rincoquista delle Romagne


Il piano pontificio di riconquista delle Romagne

 e quello di Garibaldi per conquistare Ancona: il trionfo delle spie.


La volontà del partito d’azione e di tutti i patrioti italiani di ritornare a Roma e acquisirla all’Italia, fu uno delle costanti di quello che si definisce il decennio di preparazione, ovvero quel decennio che va dalla sconfitta di Novara, nel 1849, all’intervento francese in Italia, che si suole chiamare Seconda Guerra d’Indipendenza, nel 1859. Non l’armistizio di Villafranca, tutto sembrava compromesso; le dimissioni di Cavour, la volontà non nascosta dell’Austria di riappropriarsi di tutti i territori perduti, l’atteggiamento enigmatico di Napoleone III, tutto consigliava alla prudenza, e a non prendere iniziative sconsiderate. All’idea unitaria già era stata acquista la Lombardia, con il sacrifico di Nizza e della Savoia, ma anche vi era la prospettiva, nel settembre 1859, di acquisire gli stati della Lega Centrale, una eventualità remota, ma possibile. Torino consigliava ed imponeva prudenza, e Fanti, come detto, era a Firenze per attuare questa decisione.
Proprio per un caso fortuito si era venuti a conoscenza di un piano d riconquista delle Romagne da parte del Governo di Roma, con l’appoggio dell’Austria, nel luglio-ottobre 1859. Un corpo di spedizione formato dalla truppe fedeli al Duca di Modena, rifugiatesi a Mantova, coperte alle spalle dalle truppe austriache avrebbe mosso da nord mentre nel sud un altro corpo al comando del gen. Kalbermatten e formato da regolari dell’esercito pontificio, rinforzato da volontari legittimisti, avrebbe varcato la frontiera tra le Marche e la Romagna con le spalle guardate dall’Esercito napoletano. Il successo si dava per scontato stante la pochezza delle truppe della Lega Centrale e la prevedibile sua impreparazione militare. Di tutto questo piano, che andò a vuoto e costrinse il Governo di Roma di accantonare al momento la riconquista delle Romagne, venne a conoscenza un finto agente pontificio, conosciuto come Giacomo Griscelli, o anche come De Mezzani o Griselle De Mezzani,  che altri non era che un agente di Napoleone III e forse già anche del Cavour.[1]
Se i Governi di Roma e di Vienna tentavano di organizzare una azione nelle Romagne, di contro Garibaldi  e tutto il partito d’azione e rivoluzionario operava in senso contrario: necessitava dalle Romagne, con base a Rimini, di portare la rivoluzione in Ancona, e da qui si sarebbe estesa all’Umbria e quindi a Roma, per ritornare nella città Eterna dopo i fasti della Repubblica romana del 1849. Quasi di nascosto del Fanti, i Comitati Rivoluzionari operarono affinchè i moti rivoluzionari scoppiassero nelle città delle Marche, ma sopratutto a Pesaro ed Ancona.
Il piano di Garibaldi prevedeva la conquista della Fortezza di Ancona; questa sarebbe stata conquistata senza colpo ferire dai rivoluzionari grazie ad accordi ed intelligenze con i soldati del 2° Reggimento Indigeno, ed altri militari, sempre indigeni, pontifici. Presa la Fortezza, in contemporanea si doveva sollevare la città grazie all’azione di un migliaio di uomini armati. Conquistata così Ancona, tutti i piccoli presidi pontifici, tranne Pesaro, si supponeva si sarebbero ritirati verso l’interno verso gli Appennini. I Comitati cittadini postisi a capo dei moti così suscitati in ogni luogo, avrebbero offerto una serie possibilità di intervento alle truppe della Lega Centrale, e soprattutto a Garibaldi, che si sarebbe fatto trovare lungo la linea di confine, con il pretesto di ispezionare le posizioni tra la Romagna e le Marche. Lo schema del piano fu approvato dal Governo di Bologna, ma la realizzazione della rivolta veniva di continuo rinviata proprio perché i Comitati volevano questa volta essere sicuri della riuscita e volevano curare i più minimi particolari. In queste more, un agente pontificio, che si era presentato come il dott. Ernesto Erra, che poi userà vari nomi tra cui Ronchi, Sommaria ecc. entrò in contatto con un esponente di una famiglia di patrioti anconetani, che aveva un ruolo principale nella rivolta. Presentatosi come intimo di Garibaldi, Erra ottenne la fiducia del patriota anconetano ed in breve venne a conoscenza di tutto il piano nei minimi particolari.
Furono prese, da parte pontificia, subito delle contromisure, ma con la massima discrezione perché si voleva giungere ad una vastissima operazione di polizia. Il 2 ottobre 1859 furono inviate ad Ancona quattro compagnie di soldati svizzeri notoriamente risoluti difensori del potere papale, compagnie che avevano preso parte alla spedizione di Perugia nel giugno 1859. Acquartierati al Lazzaretto avrebbero dovuto svolgere funzioni di controllori delle truppe indigene, cioè italiane, della Fortezza e, indirettamente, di monito al partito rivoluzionario
Il 17  ottobre avvenne il primo sbarco di armi tra Senigallia ed Ancona. Il 20 ottobre arrivò in Ancona il ten.col. Antonio Allai, della Gendarmeria Pontificia, il quale fece rafforzare la vigilanza lungo le coste, e cosa più importante dispose il trasferimento delle compagnie svizzere dal Lazzaretto alla Fortezza, e nel contempo, avvicendò la truppa con altra, pur essa indigena, ma proveniente da Roma e quindi sconosciuta ai membri del Comitato Rivoluzionario. Tale fatto sconvolgeva i piani dei rivoluzionari e questi si affannarono per scoprire il responsabile della delazione, anzi cedettero di doverlo cercare tra gli Ufficiali dello Stato Maggiore di Garibaldi.
Fermi nel proposito di portare la rivoluzione in Ancona, fu adottato un altro piano: dovevano insorgere contemporaneamente Fabriano, Fossombrone, Jesi, Pergola e Sassoferrato, grazie alla inconsistenza dei presidi pontifici. Risoltesi felicemente l’insurrezione in questi paesi, essa si sarebbe estesa anche nelle località minori con la conseguenza che Ancona sarebbe stata presa d’assedio, e al suo interno avrebbe dato vita ad una rivolta,  mentre Garibaldi, rotti gli indugi, avrebbe varcato il confine con dodicimila uomini. L’insurrezione avrebbe dovuto prendere le mosse da segnali luminosi che sarebbero dovuti apparire sulle cime dei monti e di colline dal  Catria a Falconara, legando in una suggestiva catena i luoghi designati alla rivolta. 
Il piano, molto suggestivo e romantico, non trovò applicazione. Prima Garibaldi acconsentì, poi, fra tensioni ed attriti, dovette ritirarsi per le pressioni di Torino; poi si constatò che era svanito l’elemento sorpresa e che i Pontifici stavano sul chi va là. Oramai, però, la macchina era in moto e nonostante che il Comitato di Rimini avesse mandato il contrordine a causa della rinuncia di Garibaldi, nella notte tra il 5 e 6 novembre un fuoco era apparso sul monte Catria: questo fu interpretato come il segnale dell’inizio della rivolta, che sarebbe scoppiata il 7 novembre: la notizia fu immediatamente ritrasmessa a Cattolica. Non è da escludersi, anche se non vi sono prove dirette, che il fuoco sarebbe stato acceso da agenti el servizio informazione pontificio.
Né derivò una grande confusione, al punto che Garibaldi, avvertito dalla sollevazione, ritornò sulla decisione presa e si precipitò con le truppe da Bologna a Rimini ove giunse la sera dell’8 novembre. Era stato preceduto da un telegramma di Fanti, comandante supremo delle forze della Lega Centrale, che ordinava a Mezzacapo e a Roselli di impedire qualsiasi sconfinamento.
Il segnale era stato colto anche ad Ancona ed intorno alle 7 antimeridiane del 7 novembre si erano mosse le previste colonne per Jesi, che solo all’altezza di Chiaravalle furono avvertire dell’effettivo stato delle cose. Le colonne si dispersero e la polizia pontifica, nella notte tra il 8 e il 9 novembre procedette ad una serie di arresti e perquisizioni e fu questione di ore se i più compromessi dei Comitati di Ancona e Jesi riuscirono a porsi in salvo. La rivoluzione in Ancona era fallita. [2]
Di qui risentimenti, amarezze: Fanti e Garibaldi non si riconcilieranno più. Ma da questa mancata marcia su Ancona, di questa non capacità di portare la rivoluzione in Ancona, calmatesi le acque, portò il Nizzardo ed il partito d’Azione a trovare altre vie per l’unità d’Italia. Scaturì da  questa mancata conquista di Ancona, l’idea di portare la rivoluzione, sì a Roma, ma non passando per le Marche e l’Umbria, ma dalla Sicilia e dal meridione; è il disegno di quello che nella primavera del 1860 darà vita alla celeberrima Spedizione dei Mille. Ed ancora Fanti, per impedire a Garibaldi di giungere a Roma, alterando gli equilibri politici, sarà a capo delle forze d’invasione che, acquisite alla causa nazionale le Marche e l’Umbria conquistando Ancona[3], costringeranno a Teano il Nizzardo a desistere da ogni ulteriore proposito.

massimo coltrinari
centro studi sul valore militare  CESVAM

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

[1] Scoccianti S., Appunti sul servizio informativo pontificio nelle Marche nel 1859-60, in “Atti e Memorie” deputazione di Storia Patria per le Marche, Ancona, 1985
[2] Scoccianti S., Appunti sul servizio informativo pontificio nelle Marche nel 1859-60,cit., pag. 325
[3] Fanti, in sintesi, nel novembre 1859 impedisce la conquista di Ancona, nel settembre 1860 la attua.

domenica 20 maggio 2018

Pianta dell'Assedio di Ancona 23 settembre 1860


Se lo sconto nella piana sotto Loreto, detto di Castelfidardo, fosse
stato risolutivo
 era necessario schierare i due Corpo d'Armata 
l'intera forza di invasione
e la
 intera Flotta che agiva in acque ostili
per conquistare Ancona?


venerdì 11 maggio 2018

157° Anniversario del 18 settembre 1860



L'Istituto del Nastro Azzurro federazione di Ancona
 era presente con il Labaro alla commemorazione

www.valoremilitare.blogspot.com




sabato 5 maggio 2018

La Canzone degli Italiani





per la Giornata del Decorato

Fonte:patria Indipendente Periodico dell'ANPI Roma

mercoledì 25 aprile 2018

Un articolo del 1910


La cattura del generale Lamoricière non fu voluta ?
(in “Per il primo cinquantenario della liberazione delle Marche”, numero unico pubblicato dall’Associazione Marchigiana per la storia del Risorgimento italiano, Roma 1910)



È noto come, non appena decisa la battaglia di Castelfi- 

dardo, il generale Lamoricière, con parte del suo Stato 
Maggiore, tentasse la ritirata in Ancona, prendendo la 
via della marina, cioè Numana, Sirolo, Monte Conero, 
strada Trave, Ancona.


Ebbene, più volte io mi son chiesto, come da Ca- 

merano, dov'erano otto pezzi d'artiglieria e un generale, 
il Della Rocca, che risiedeva nella casa del marchese 
Giulio Mancinforte, non si fosse fermato il fuggiasco e 
catturato. Non sapevo spiegarmi questo fatto se non 
con l'ammettere che nessuno s'era accorto della ritirata 
del Lamoricière, o che assolutamente, forse per non 
trovare complicazioni internazionali, non si fosse voluto 
arrestare. Sempre più però mi venivo confermando in 
questa seconda ipotesi, perchè contemporanei della bat- 
taglia, tuttora viventi, tra i quali il segretario del co- 
mune di Camerano, signor Leonardo Zoppi, ricordano 
di aver veduto benissimo, a occhio nudo, il Lamori- 
cière e gli altri a cavallo, e di aver scorto col cannoc- 
chiale perfino i filetti delle monture. Dunque?


Di questi giorni, in questa rinnovata primavera della 

patria, ho voluto procedere a un'inchiesta sul fatto, e 
benchè nulla (m'è stato assicurato) risulti dagli archivi 
del comune di Camerano, nè alcuna memoria scritta 
esista in proposito in casa del marchese Mancinforte, da 
testimonianze di vecchi, che conservano piena lucidità 
di mente, m'è stato confermato che non si è voluto 
assolutamente arrestare il capo delle orde papaline. - 
Doga Celeste fu Antonio, pensionato garibaldino, ora 
residente al Poggio (frazione del comune di Ancona), 
asserisce di essere stato guida di una compagnia di 
soldati partiti da Camerano per troncare la ritirata de
Larnoricière. Al capitano egli disse che la strada brev
e sicura per riuscire, era la strada di terra, tuttora esi- 
stente, detta dei Molini (lungo il torrente Boranico) 
che mena a quella del Trave, precisamente per dov
più tardi avrebbe dovuto transitare il generale nemico. 
Da notarsi che il Doga, per il suo mestiere di calde-

raio, specialmente della campagna di Camerano e din-
torni, era molto pratico delle località. Ma il capitano
rispose che aveva l'ordine di andare a Massignano, e
vi si fece guidare. Ivi giunto seppe che
Lamoricière
s'era fermato al convento dei Camaldolesi, sulla vetta
del Conero, da dove, dopo una breve refezione, era
partito, seguendo i sentieri del monte e costeggiando
la frazione di Poggio fino al Trave. Esclamò allora quel
capitano:
«Che sbaglio abbiamo fatto!», come testi-
monia Giovanni Tangherlini fu Angelo, ottantenne, ora
residente al Poggio, e in quei tempi a Massignano.
Questi lo guidò al Poggio stesso, ma troppo tardi chè
già il Lamoricière s'era avvicinato ad Ancona, senza che
si potesse pi
ù sperare di raggiungerlo.

Del tragitto percorso dal Lamoricière, come ho in-
dicato pi
ù sopra, ho raccolto numerose testimonianze,
le quali tutte confermano che
. assolutamente s'è cer-
cato di inseguirlo, senza volerlo
mai raggiungere, col
troncargli la strada.

Ora resta a domandarsi: Proprio vero che quel ca-
pitano, di cui nessuno ha saputo dirmi il nome, s'era
sbagliato, o è vero invece ch'egli avesse avuto ordini
tassativi dai suoi superiori di lasciare liberamente en-
trare il Lamoricière in Ancona per tutto predisporre
alla difesa? Se fosse vera questa secorida ipotesi, quali
ragioni devono avere influito su tale deliberato?

Non a me, umile raccoglitore di notizie storiche,
è dato significare una risposta esauriente. Ad altri quindi,
conoscitori profondi delle condizioni politiche nazionali
ed internazionali di quei tempi, lascio la parola.

A me basta aver trovato conforto di testimonianze,
le quali ancora una volta assodino, che se il generale La-
moricière, nella sua ritirata, si trovò fuori del tiro dei
cannoni, non fu abilità la sua, e che fu imperizia o altro
da parte dell'esercito piemontese, l'esser riuscito, senza
molestie, a scappare da Cast
elfidardo ad Ancona.
Camerano, agosto 1910.

giovedì 29 marzo 2018

Giornata del Decorato 2018 Roma 13 14 15 aprile 2018


SYLLABUS


Oggetto: Scopo del presente Syllabus è quello di delineare la architettura della Giornata del Decorato che si terrà a Roma dal 13 al 15 aprile 2018.
Articolazione della Giornata:
La Giornata del Decorato 2018 si articola in tre giorni, nei quali si svolgeranno le seguenti attività
a)                 Venerdì 13 aprile 2018
. Convegno di Studi: Tema Il Valore militare dall’Unità alla Crisi Armistiziale 1861-1943
. Cerimonie di Omaggio al Valore Militare
b)                 Sabato 14 aprile 2018
. Commemorazione Ufficiale. Cerimonia Alle “Fosse Ardeatine”
. Attività Culturale Presso la Sede Nazionale.
. Cena Di Gala 
c)                  Domenica 15 aprile 2018
. Omaggio al Valore Militare. Passeggiata al Gianicolo. La Repubblica Romana 1849
  Il Colpo di Cannone di Mezzogiorno.
. Conclusione con l’omaggio al Sacrario dei Caduti della Repubblica Romana.



I GIORNATA.
Venerdì 13 aprile 2018
. Convegno di Studi: Tema Il Valore militare dall’Unità alla Crisi Armistiziale 1861-1943
Il Convegno di Studi si articola nel seguente modo
Ore 08,30.
Presentazione degli Atti. Giornata del Decorato 2017.“Il Valore Militare e le missioni di pace”
Oggetto della relazione è la presentazione, in forma sintetica, degli Atti del Convegno tenuto lo scorso anno in occasione della Giornata del Decorato 2017. Rappresenta la Continuità della Ricerca scientifica del CESVAM, che vede nella Giornata del Decorato una occasione per approfondire aspetti del Valore Militare. Gli Atti sono stati Pubblicati nella Collana Storia in Laboratorio.
Ore 9,00  Apertura del Convegno di Studi
Saluti delle Autorità Convenute.
Saluti del Presidente Nazionale del Nastro Azzurro gen. Carlo Maria Magnani
L’Intervento del Presidente Nazionale introduce i lavori del Convegno. Ha lo scopo di illustrare la volontà dell’Istituto di dare un significato anche accademico-scientifico oltre che rievocativo-commemorativo alla Giornata del Decorato, ribadendo l’impegno di diffondere i significati e i contenuti dello Statuto dell’istituto, così come svolto lo scorso anno.
Presiede : Direttore del Centro Studi su Valore Militare gen. Dott. Massimo Coltrinari
La Presidenza del Direttore del Centro Studi ha il preciso significato di far svolgere i lavori del convegno entro i binari dei lineamenti che il CESVAM si è dato. Oltre al naturale rispetto dei tempi, ha il compito di fa svolgere le relazioni secondo gli intendimenti  espressi e come sono state commissionate ai rispettivi Relatori. Inoltre deve svolgere una attenta azione di rispetto della articolazione del Convegno, nelle tre fasi, la prima di raccordo con la Giornata del Decorato del 2016 e quella del 2017, la seconda di approfondimento storico-giuridico-militare del Valore Militare durate tutto l’arco del periodo monarchico della nostra Storia Unitaria la terza di testimonianza dei Soci che, hanno la possibilità di estrinsecare nella seconda parte del Convegno.. Dovere di chi presiede e che queste testimonianze siano incisive, brevi e significative e non personali.
Il Significato del Convegno illustrato dal Direttore del CESVAM.

I TORNATA SESSIONE MATTUTINA
 Presentazione delle Relazioni
Preside Segretario Generale della ANFIM – Aladino Lombardi
ORE 09.20 I RELAZIONE  Massimo Coltrinari
                          Il Valore Militare in età risorgimentale 1861-1870
La Relazione intende dare un quadro generale della evoluzione ed espansione dell'Esercito Sardo iniziato nel 1859 con l'annessione della Lombardia ed alimentato dalla emigrazione in Piemonte di tutti i rivoluzionar in italiani. Questa evoluzione si accentuò nel 1860 con l'annessione degli stati dell'Italia Centrale, delle Marche e dell'Umbia e con la spedizione dei Mille con le provincie meridionali. Inoltre nel 1861 vide affluire i componenti dell'esercito garibaldino. Uno dei fattori coagulanti e di amalgama che operarono in senso a quelo che divenne il 4 maggio 1860 l'Esercito Italiano fu il Valore Militare. Il suo riconoscimento alimetò il senso di apparteneza e di dedizione. La Relazione esplorerà questo aspetto.
ORE 09,40 II RELAZIONE Relatore Gen C. A. Carmine Fiore
                          Il Valore Militare nelle campagne coloniali 1882-1915
La Relazione intende tracciare un quadro (syllabus della relazione da sviluppare)
0RE  10.00 III RELAZIONE  Paolo Formniconi
                          Il Valore Militare e la Grande Guerra
Nell'arco di tre anni di guerra il Valore Militare fu uno degli elementi di sostegno e di coesione insieme all'amor di patria ed al dovere di cittadini in armi. La Relazione presenterà la Grande Guerra da questa visione, ovvero il valore militare come fattore concorrente per la vittoria finale.
La Relazione intende  dare un quadro esaustivo (syllabus della relazione da sviluppare)
ORE  10.20 IV RELAZIONE  Gen. Antonio Daniele
                          Il Valore Militare fra le due guerre mondiali 1919.1939
La Relazione vuole dare indicazioni sul significato  al valore militare all'indomani della Grane Guerra, al suo retaggio; in più la nascita dell'aviazione come Arma indipendente darà vita a nuove figure, come l'Asso dell'aeronautica che si affianca alla tradizionale figura del Valoroso e dell'Eroe.
ORE 10.40 V RELAZIONE   Ten. Col. t.ISSMI Gianluca Bonci
                          Il Valore Militare nella Seconda Guerra Mondiale 1940-1943
La Relazione intende sviluppare l’intero arco del Secondo Conflitto Mondiale, i vari teatri operativi in Balcania, in Africa sia Orientale che Libico.egiziana, russia e metropolitano nel modo in cui è emerso il valore militare, che nella retoroica e nella memorialistica è stato spesso utilizzato per mascherare errori, sconfitte e  responsabilità dei Capi e con un approccio assolutorio e giustificativo per l'opinione pubblica.
ORE 11.00 V RELAZIONE   Prof. Giancarlo Ramaccia
                            Il Valore Militare e la Crisi armistiziale. Per gli Italiani il momento delle scelte
La Relazione intende sviluppare l’intero arco della crisi armistiziale ( settembre-ottobre 1943) in cui gli Italiani si sono trovati davanti a se stessi, ovvero per tutti loro era arrivato il Momento delle Scelte.I rapporti con l'ex alleato, con il regime crollato il 25 luglio 1943, con gli Alleati-conquistatori che diedero vita alla reazione armata con varie figure espressione dei rinascenti partiti politici  a fronte di chi preferiva attendere il vincititore (attendismo) e la solita massa degli ooprtunisti pronti a stare accanto al più forte. Il Valore militare in queste circstante assume un aspetto di chiarificazione e di identificazione comunitari.
A seguire se vi sarà la possibilità, altri interventi sulle relazioni presentate
ORE 12.00 Conclusioni:
Presidente della Anfim Aladino Lombardi
Presidente Nazionale del Nastro Azzurro.   Gen. Carlo Maria Magnani
ORE 12.15. TERMINE DELLA PRIMA TORNATA DI LAVORI
Free Lunch  (su prenotazione) Raggruppamento Logistico Centrale. Complesso Logistico Lungara” Via della Lungara 81/C  Palazzo Salviati Tel. 06 6867743   L.M. 3/ 7579   3/7588

Nella Mattinata del 13 aprile 2018 dalle 9,30 alle 12,30 si svolgeranno cerimonie e di Omaggio floreale come segno di Onore verso il Decorato in alcuni monumenti di Roma, scelti in relazione alla tematica del Convegno.
Il Segretario Generale, presente il Labaro Nazionale e Soci decorati al Valor Militare renderà omaggio, pronunciando una allocuzione di circostanza, ai seguenti monumenti
Ore 9,30-10 – Porta Pia. Monumento alla Breccia. (Il Valore Militare nel Risorgimento)
Rendere omaggio al Monumento che ricorda il passaggio di Roma dallo Stato Preunitario allo Stato Nazionale significa prendere atto che si compiva nel 1870 l’unità nazionale e l’Italia non era più una semplice espressione geografica come era considerata fino al 1849.
Ore 10,30 -11, 30 – Monumento ai Cinquecento di Dogali ( Il Valore Militare nelle guerre coloniali)
Il Monumento ai Cinquecento Caduti nella battaglia di Dogali rappresenta il ricordo del nostro impegno coloniale, voluto per trovare sbocchi economici alla giovane nazione italiana e che ebbe risvolti tristi e difficili, ma in cui non venne meno la dimostrazione del Valore Militare.
                                 Santa Maria degli Angeli. Tombe dei protagonisti della Grande Guerra
                                 (Valore Militare nella Grande Guerra)
Santa Maria degli Angeli a Roma ha accolto la salma del Milite Ignoto il 3 Novembre 1921 prima che questa fosse  trasferita all’Altare della Patria, il giorno dopo. Ospita la tomba del duca della Vittoria, Diaz, la tomba dell’Ammiraglio Thaon di Revel, e del Primo Ministro Vittorio Emanuele Orlando. Deporre un omaggio floreale su queste tombe significa onorare tutti i combattenti della Grande Guerra.
Ore 12,30 -13,00      Porta San Paolo. Monumento. (Valore Militare nella Seconda Guerra Mondiale)
Porta San Paolo ha visto le gesta del popolo romano nei primissimi giorni della crisi armistiziale, quando per gli Italiani venne il momento delle scelte. Ricordare quei momenti fondanti la nostra attuale Repubblica significa aiutare a capire e riflettere sui momenti decisivi della nostra storia in cui non venne anche in queste difficili circostanze il Valore Militare.



 





II TORNATA  SESSIONE POMERIDIANA
(Scopo delle Comunicazioni e quello di dare spazio ai Soci del Nastro Azzurro)
 Comunicazioni
Presiede Gen. Prof. Massimo Coltrinari
Ore 15.00     I Comunicazione       Prof. ssaAlessandra Soroni.
                     Collaborazione Società Tarquiniense di Arte e Storia e Istituto del Nastro Azzurro.   La Emeroteca
                     relativa alla Pubblicistica Militare.
Nota comunicativa relativa al progetto di edificare una Emeroteca della Pubblicistica Militare con accardo fondi di archivio specialistici che sono il frutto delle ricerche e degli studi condotti dal CESVAM, con particolare alla storia recente di Tarquinia sul versante militare ( Scuola paracadutisti e attività speciali)
Ore 15.15     II Comunicazione   Avv. Domenico Baldassarre
                     La Federazione di Torimo dei suoi primi cento anni di vita.            
Ore 15.30     III Comunicazione   Dott. Emanuele Cerutti
                      Il Museo dell’Istituto del Nastro Azzurro a Salò
Illustrazione dello stato e delle attività di prospettiva del Museo Storico dell'Istituto del Nastro Azzurro e le sue attività collegate ed in particolare come sinergia del CESVAM
Ore 15.45     IV  Comunicazione   Sig. Mario Pereira Federazione di Pistoia
                      La FEB (Forza di Spedizione Brasiliana) in Italia 1943-1945
Nota riguardante il Contributo dei soldati Brasiliani venuti in Italia e partecipati alla Campagna d''Italia delle Forze Alleate.
Ore 16.00     V Comunicazione  Sig. Stefano Bernini – Federazione di Pistoia
                      Breve storia di Francesco Ciavarella, cittadino pistoiese Caduto nell’Eccidio delle Fosse Ardeatine
Ore 16.15   VI Comunicazione  Cav. Uff. Giorgio Lavorini Federazione di Pistoia
                   Breve Storia della M.O.V.M. Giovanni Marini, Decorato pistoiese al quale è stata intitolata la Caserma del  
                   183° Reggimento Paracadutisti Nembo”
Ore 16.30   VII Comunicazione Dott. Giovan Battista Birotti
                   Il Soldato Giapponese del '900 ed il Valore Militare.
Nota riguardante i risvolti sociali ed econominci oltre che militari nella formazione dello Stato del Giappone ad inizio secolo
Ore 16.45  VIII Comunicazione   Dott Massimo Squillaci
                 Don Giovanni Mimozzi e le Case del Soldato nella guerra 1915-1918.
Il trentenne Cappellano militare Don Giovanni Minozzi raggiunge il fronte italiano nel giugno 1915 per prestare assistenza spirituale e materiale ai soldati, e organizza una rete di luoghi di accoglienza che nel poco tempo libero concesso ai soldati offra loro un ambiente familiare dove ricrearsi divertendosi ed anche istruendosi. Nascono così le Case del Soldato (sala lettura, scrittura, scuola analfabeti, cinema, teatro, strumenti musicali). Alla fine della guerra saranno più di 500 su tutto il fronte.
Ore 17.00   IX  Comunicazione. Avv. Francesco Atanasio
                    Il Valore Militare in Età Monarchica Vittorio Emanuele II e Umberto I
Ore 17.15   X Comunicazione Osvaldo Biribicchi. 
                   Il Dizionario Minimo della Guerra di Liberazione
                    Nasce dalla presentazione di un Progetto presentato al Ministero della Difesa. Ha lo scopo di preparare un Dizonario su otto volumi di cui 3 relativi al Compendio,3 relativo al Glossario, uno di indici ed uno dedicato alla Guida in cui si esplicano le mappe tecniche e le mappe logiche per la consultazione del Dizionario che deve essere inteso come uno strumento per accedere ad internet a sostegno di studi e ricerche.
Ore 17.30   XI  Comunicazione.Gerardo Severio
                    Michele de Rada Storia di un Generale
La Comunicazione illustrerà nei dettagli la figura e l'opera del Generale De Rada a cavallo della fine dell'ottocento ed inizio del novecento.
Ore 18.00   XII  Comunicazione. Anna Maria Menotti
                    Il valore prerisorgimentale. Ciro Menotti ed i congiurati del 1831. Manfredo Fant, Enrico Cialdini ed altri.
La comunicazione illustrerà la vicenda di Ciro Menotti ed il suo sacrificio come antesignano della epopea risorgimentale; darà cenno anche ai suoi compagni tra cui giovanissimi patrioti che diverranno protagonisti delle vicende unitarie italiane
Ore 18.15   XIII  Comunicazione. Alessio Pecce
                    La Preparazione del Dizionario minimo della Grande Guerra 1915-1918.
Su progetto presentato al Ministero della Difesa, dal giugno 2017 un equipe di ricercatori in seno al CESVAM ha elabarotato questo Dizionario che si articola in Compendio (cinque volumi) e Glossario (cinque volumi) più un volume di Indici e di Guide.
Ore 18.30 XIV Comunicazione  Federico Mammarella
                   Il Valore Militare nella Guerra di Spagna 1936-1939
Sulla base degli studi condotti in Spagna nel quadro Emmaus, e sugli elaborati della tesi di dottorato si presenta un cenno sul Valore Militare in questa guerra civile sia da parte franchista che da parte delle brigate internazionali con un cenno al Corpo Truppe Volontarie Italiano.
Ore 18.45  XV Comunicazione Mario Me
                      Gli eventi nel Nord della Sardegna all’indomani dell’Armistizio. (Titolo provviosio)
Esposizione di sintesi del progetto in preparazione al CESVAM sugli eventi armistiziali che videro protagonisti le unità della Squadra Navale Italiana e le forze di terra schierate nel Nord della Sardegna.
Ore 18.45    Conclusioni Gen. Dott. Massimo Coltrinari .
Ore 19.00   Termine dei Lavori

Ore 20.00    Cena alla Foresteria Lungara  Da Definire nei dettagli
Free Lunch  (su prenotazione) Raggruppamento Logistico Centrale. Complesso Logistico Lungara”
Via della Lungara 81/C  Palazzo Salviati Tel. 06 6867743   L.M. 3/ 7579   3/7588

La COMMEMORAZIONE
II GIORNATA 
MATTINA14 APRILE 2018
Commemorazione Ufficiale. Cerimonia Alle “Fosse Ardeatine”
Mausoleo delle Fosse Ardeatine
Ore 09,30 – 10.00 Arrivo dei Partecipanti. Ammassamento Labari e Rappresentanze
Ore 10,00 – 10.20  Accesso al Mausoleo delle Fosse Areatine.
Ore 10.25 -  Arrivo Massima autorità
Ore 10,30 – Inizio Ceromonia
                    La Massima Autorità, il Presidente dell'ANFIM; il Presidente del Nastro Azzurro depositano
                    la Corona d'Alloro.
Ore 10.40    Saluto del Presidente dell'ANFIM
                    Saluto del Presidente del Nastro Azzurro
                    Allocuzione della Massima Autorità
Ore 11,10     Appello dei Martiri Decorati al Valor Militare   (Aladino Lombardi)
                     Letture di Studenti
 Ore 11,50    Cerimonie Religiose ( Rito Cattolico e Rito Ebraico)                  
Ore 12.00 -  Silenzio Fuori ordinanza
                    Gli Studenti depositano un fiore sui Sacelli dei Decorati  al Valor Militare
                    Termine della cerimonia

  



POMERIGGIO.  Sabato 14 aprile 2018
Attività Culturale Presso la Sede Nazionale.   Piazza Galeno 1.
  Ore 16, 00 – ore 19  Presentazione del Volume di Giovanni Cecini
I Generali decorati nella Grande Guerra”
 . Gen. Carlo Maria Magnani,  Gen. Dott. Massimo Coltrinari,  Gen.  Antonio Daniele,  Prof. Giancarlo Ramaccia

Presentazione della Collana “I Libri del Nastro Azzurro” e della produzione editoriale del Nastro Azzurro. Promozione e sottoscrizione delle pubblicazioni
Ore 16-19,00 

Lady Programme  per il pomeriggio. Il centro di Roma. Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, Via Condotti ed altro

SERA 14 APRILE 2018 Ore 20,00.
Cena Di Gala ( Su Prenotazione) Foresteria della Pio IX. Castro Pretorio





  



 OMAGGIO AL VALOR MILITARE

III Giornata
MATTINA 15 APRILE 2018
Omaggio al Valore Militare. La Repubblica Romana 1849. Il Gianicolo. Roma, Medaglia d’Oro al Valor Militare. Forte Bravetta.
Parte Culturale.(Facoltativa)
Spiegazione Itinerante a cura del CESVAM sul Gianicolo. Componenti del CESVAM spiegheranno ai convenuti il significato dei vari monumenti o loghi che si andranno a visitare sotto il profilo del Valore Militare). Facoltativo per tutti i partecipati
Ore 9,00 -9,30 Arrivo dei partecipanti a  Piazza della Rovere. 
Ore 9,30 – 11,00 – Percorso guidato in cui verrà illustrato come è rappresentato il Valore Militare: la Chiesa di Sant’Onofrio, L’Anfiteatro e la Quercia di Torquato Tasso. Il panorama di Roma verso ovest; Il faro degli Italiani. Gabriele d’Annunzio ed il valore militare nel primo novecento.; Le Erme della parte occidentale del Gianicolo: il valore militare nella Repubblica Romana.;  Il Monumento di Annita Garibaldi ed il Valore militare al femminile;  Giuseppe Garibaldi e la sua azione nella Repubblica Romana; Il retaggio della Costituzione del 1849
 Arrivo a Piazzale Garibaldi-
Parte Celebrativo.Commemorativa
Forte Bravetta. Via di Bravetta 78. Roma
Ore 09,30. Il Presidente Nazionale,  con il Labaro Nazionale e Soci Decorati renderà omaggio ai Martiri decorati[1] di Forte Bravetta. Parco della Memoria. Deposizione di una Corona di Alloro al monumento di Forte Bravetta.
                         Continuazione della Cerimonia alle Fosse Ardeatina come omaggio al Valore Militare non solo ai Martiri delle Fosse Ardeatina ma a tutti i combattenti ed i Caduti della Guerra di Liberazione  a Roma 1943-1944
Gianicolo. Piazzale Giuseppe Garibaldi
Ore 11,00 – 11,50 Ammassamento dei Labari e delle Rappresentanze al Mausoleo della Repubblica Romana
                              Partecipanti tuti alla Giornata del Decorato                            
                              Spiegazione della Tradizione del Colpo di Cannone di mezzogiorno e note sulla Repubblica Romana.
Ore 12.00 Il Colpo di Cannone di Mezzogiorno.
Ore 12.01  Sfilamento dei  Labari del Nastro Azzurro,  delle Rappresentanze e  dei partecipanti  dal Piazzale Giuseppe Garibaldi al
                  Mausoleo della Repubblica Romana.
                  Apre il corteo il Vice Presidente Nazionale Giuseppe Pica, con accanto il Labaro Nazionale.
Ore 12,30 Omaggio al Sacrario dei Caduti della Repubblica Romana.
                 Deposizione di Corona. Cerimonia. Presenza del  Labaro Nazionale e di tutte le Rappresentanze
                 Lettura della Motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Città di Roma 1849-1949
                 Onore ai Caduti. Silenzio Fuori ordinanza
                 Discorso di Chiusura della Giornata del Decorato 2018 : Vice Presidente Nazionale Domenico Pica
Ore 13,00 Termine della Giornata del Decorato 2018.

Indicazioni logistiche:
Free Lunch  (su prenotazione) Raggruppamento Logistico Centrale. Complesso Logistico Lungara”
Via della Lungara 81/C  Palazzo Salviati Tel. 06 6867743   L.M. 3/ 7579   3/7588.



Giornata del Decorato 2018
Segreteria:
Segreteria  Generale del Nastro Azzurro Piazza Galeno 1 Roma
Email:segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
Tel. 06 4402676
CESVAM Centro Studi sul Valore Militare.


[1] Martiri Medaglia d’Oro: Fortunato Caccamo, Antonio d’Ortenzi, Ezio Malatesta, Fabrizio Vassalli:
                Medaglia d’Argento: Mario Carucci, Paolo Renzi, Corrado Vinci.
Una dettagliata nota incentrata sulle biografie e sulle gesta dei Martiri Decorati sarà pubblicata con post di marzo su QUADERNI ON LINE, www.valoremilitare,blogspot.com