Tesi di Laurea
Al fianco dei grandi
Storia, organizzazioni e uniformi degli eserciti preunitari e delle formazioni volontarie della prima guerra d’indipendenza (1848-1849)
Anno Accademico 2024/2025
INTRODUZIONE
La presente tesi ha il volere di analizzare dal punto di vista storico-militare gli eserciti regolari e le formazioni volontarie che presero parte alla prima guerra d'indipendenza nel biennio 1848-1849. La prima guerra d'indipendenza vide la partecipazione dei sei Stati che all'epoca esistevano in Italia: il Regno di Sardegna, il Regno di Sicilia, lo Stato Pontificio, il Granducato di Toscana, che, affiancando il Piemonte durante l'intera prima fase del conflitto, in forma di coalizione, ne seguiranno le vicende belliche.
L'Italia post congresso di Vienna, posto sotto l'egemonia Austriaca, aveva questa divisione territoriale: il Regno Lombardo-Veneto, formato da Lombardia, Veneto, Friuli, e il Trentino, facente parte dell'assetto territoriale dell'Impero. L'influenza di Vienna si estendeva anche in maniera indiretta al Granducato di Toscana, retto dagli Asburgo-Lorena e al ducato di Modena, governato dagli Asburgo-este, due rami secondari della famiglia imperiale. Lo stesso Ducato di Parma era stato fino al 1847 sotto controllo austriaco tramite Maria Luisa d'Austria. La situazione apparentemente stabile, venne sconquassata dai moti rivoluzionari del 1848: la sete di libertà si stava ormai diffondendo ed affermando in tutta Europa, varcando il confine delle Alpi, con la stessa Vienna presto in subbuglio, seguita dalla gran parte dei territori imperiali. Non bisogna dimenticare come l'impero austriaco fosse una variegata realtà multiculturale, composta da decine di nazionalità ed etnie, sempre più desiderose di autonomia e di auto-determinazione.
Alle informazioni provenienti Vienna, sia Milano che Venezia insorsero, propagando la rivoluzione nel lombardo-Veneto. Carlo Alberto, Re di Sardegna, entrò in guerra contro gli austriaci, ben presto seguito dallo Stato Pontificio, il Granducato di Toscana, e i ducati dell'Emilia, spinti dalle pressioni dell'opinione pubblica. Il regno di Napoli, obbligato dal corso degli eventi inviò contingenti di terra e di mare, che tuttavia ebbero successo intermittente, a causa dell’adesione poco convinta e tardiva da parte della casata Borbone, presto ritirata, seguita dalle defezioni dello Stato Pontificio, e Granducato di Toscana, dopo la sconfitta di Custoza. Dopo una pausa durata alcuni mesi, necessari a reperire le risorse economiche per proseguire le operazioni, la guerra sarebbe ricominciata l'anno seguente, con la definitiva sconfitta del Regno di Sardegna, l’abdicazione di Carlo Alberto, e la cocente delusione dei patrioti italiani.
Tralasciando l'esercito di Sardegna e l'esercito del regno delle due Sicilie, oltremodo abbondantemente trattati dalla storiografia militare patria, ci si soffermerà sui quattro stati alleati che presero parte alla prima guerra di indipendenza: Stato Pontificio, granducato di Toscana, ducato di Modena e Ducato di Parma, non tralasciando le forze regolari e le unità di volontari formati dai patrioti tra la penisola, analizzando anche i quattro "stati rivoluzionari" che sorsero nel 1848:Regno di Sicilia, Governo provvisorio Lombardo, Repubblica di San Marco, e Repubblica romana, descrivendone l'organizzazione, uniformi e forze disponibili.

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