mercoledì 25 dicembre 2019
venerdì 20 dicembre 2019
La Guerra del 1866. III di Indipendenza 3
1.
I BELLIGERANTI LE
ORIGINI DEL CONFLITTO
a.
I belligeranti
Nel
nostro studio i belligeranti maggiori (non andremo a parlare compiutamente
degli alleati minori[i])
sono il Regno d’Italia, l’Impero Austriaco, ed il Regno di Prussia.
(1)
Il territorio:
frontiere naturali e politiche. Posizione geografica
Di contro, l'Impero austriaco si sviluppava principalmente
nell'Europa centrale e nei Balcani, confinava a nord con la Germania e la
Russia, a sud con l'Impero ottomano e l'Italia, a ovest con la Germania e la
Svizzera e ad est con la Romania; le province più lontane dell'Impero erano il
Vorarlberg ad ovest e la Transilvania ad est. L'Impero comprendeva varie catene
montuose: le Alpi orientali,le Alpi dinariche, le Alpi transilvaniche, i
Carpazi e i Sudeti.
Le pianure più estese si trovavano in Ungheria e in Italia
(Pianura veneta e Pianura Padana). I principali laghi erano il Lago Balaton e
Lago di Costanza; l'unico sbocco sul mare che lo stato asburgico possedeva era
costituito dal Mar Adriatico. L'Impero era attraversato da numerosi corsi
d'acqua, i principali dei quali erano il Danubio con i suoi affluenti, e i
lunghi fiumi che dalla Boemia scendevano fino al Mare del Nord.
L’Italia,
invece, a parte la lunghissima costa e le isole maggiori ha confini terrestri
solo verso nord con la Francia, la Svizzera e l’Impero Austriaco. Geograficamente
il Regno d’Italia è particolarmente vario parte montuoso, in parte collinare,
in parte vulcanico, in parte endolagunare. In particolare, il Veneto è
attraversato da una fitta rete idrica e tutta l’area compresa tra il basso Po e
l’Adige è paludoso, caratterizzato da numerosi canali di irrigazione che la
rendono assai poco praticabile.
(2)
La storia: profilo
della evoluzione della Nazione
Il nome Prussia
si riferisce in origine al territorio occupato dall'antica tribù baltica dei
Pruzzi o Prussiani corrispondente all'attuale Lituania meridionale, all'exclave
russa della regione di Kaliningrad e alla Polonia nord orientale; in seguito il
nome Prussia identificò una delle regioni dell'Ordine Teutonico e dal XVI
secolo un ducato degli Hohenzollern, il feudo polacco-lituano, chiamato anche
Prussia Ducale e unito dal 1618 alla marca del Brandeburgo.
In seguito al Trattato di Oliva (1660) alcune aree della
Prussia ottennero la sovranità e nel 1701 si costituì il regno di Prussia,
comprendente tutti i territori degli Hohenzollern, che dal 1815 al 1866 fecero
parte (tranne le province di Posen, della Prussia Orientale e della Prussia
Occidentale) della Confederazione tedesca; dal 1867 fino al 1871 l'intero
territorio entrò a far parte della Confederazione della Germania del nord. Dal
1871 al 1945 fu uno stato dell'Impero tedesco, della successiva Repubblica di
Weimar e del Terzo Reich.
L’impero austriaco deriva dalla Marca di confine
Orientale Carolingia che viene inglobata nel Sacro Romano impero sotto gli
Asburgo. Nel 1806, con la formazione della Confederazione del Reno sotto il protettorato
francese, si giunge allo scioglimento del sacro Romano Impero, in
quell’occasione Francesco II d'Asburgo rinunciò alla corona imperiale e
continuò a regnare in qualità di imperatore d'Austria con il nome di Francesco
I.
L'Impero Austriaco inizia a "scricchiolare"
nel 1848, con il propagarsi delle idee della rivoluzione borghese. Anche in
conseguenza alla sua politica di neutralità l'Austria si trova isolata in
Europa e in seguito alla sconfitta nella battaglia di Königgrätz del 1866, la
Prussia riesce ad escludere l'Impero Austriaco dalla Confederazione Germanica.
L’Italia è un paese giovane, il Regno viene proclamato pochi
anni prima della Terza Guerra di Indipendenza (1861). Infatti, nel 1860 il
Ducato di Parma, il Ducato di Modena ed il Granducato di Toscana votano dei
plebisciti per l'unione con il Regno. Nello stesso anno vengono conquistati dai
piemontesi il Regno delle Due Sicilie, tramite la Spedizione dei Mille, la
Romagna, le Marche e l'Umbria, tolte allo Stato della Chiesa. Tutti questi territori
vengono annessi ufficialmente al regno tramite plebisciti.
Con la prima convocazione del Parlamento italiano del 18
febbraio 1861 e la successiva proclamazione del 17 marzo, Vittorio Emanuele II
è il primo re d'Italia nel periodo 1861-1878. Nel 1866, a seguito della terza
guerra di indipendenza, vengono annessi al regno il Veneto e Mantova sottratti
all'Impero Austriaco.
(3)
Il potenziamento
economico: produzione agricola, industriale e risorse; reti di trasporto e di
comunicazione; potenzialità finanziaria; ogni altro tipo di risorse
A
differenza dell’Austria, che esce fuori dalla seconda guerra di indipendenza al
limite della bancarotta, la
Prussia nel 1860 vede un elevato sviluppo economico stimolato
dalla Zollverein o Unione Prussiana
delle Dogane che fu fondata a Berlino nel 1834. Nonostante l’opposizione del
Metternich che la vedeva come un cavallo di troia per l’espansione della
Prussia, la Zollverein si espande
progressivamente negli anni 40 del diciannovesimo secolo da comprendere la
maggior parte degli stati tedeschi con la deliberata eccezione dell’Austria.
In
tal modo l’economia prussiana diviene il legame tra gli stati tedeschi
protestanti del nord con quelli cattolici del sud. Inoltre, i maggiori
giacimenti di carbone e ferro di tutta la confederazione, elementi base
dell’industrializzazione, sono proprio sotto il suolo Prussiano nella Ruhr,
Saar, Lusatia e Silesia Superiore. Pertanto, nel 1860, la Prussia diviene il motore
dell’economia tedesca producendo circa l’80 per cento del carbone e del ferro
portando tutta la Germania
nella zona economica Anglo-Franco-Prussiana.
L'economia
dell'Impero austriaco si basava sul commercio che scorreva lungo il Danubio,
sulla fiorente agricoltura delle pianure ungheresi, della pianura padana e
della valle del Danubio e sulle grandi industrie che si trovavano per la
maggior parte nelle grandi città. L'agricoltura era ancora l'attività
prevalente in tutto l'Impero, e ne era la spina dorsale dalla quale dipendeva
il rifornimento dell'esercito. Le più vaste zone agricole dello stato asburgico
si trovavano nella Valle del Danubio e nella vasta pianura ungherese. Sui monti
e sulle colline veniva praticato l'allevamento e la pastorizia, di cui vivevano
principalmente gli abitanti del luogo.
L’Italia,
nonostante nel 1861 si configurasse come una delle maggiori nazioni d’Europa,
almeno a livello di popolazione e di superficie non poteva considerarsi una
grande potenza, a causa soprattutto della sua debolezza economica e politica.
Le differenze economiche, sociali e culturali ereditate dal passato
ostacolavano la costruzione di uno stato unitario. Accanto ad aree
tradizionalmente industrializzate coinvolte in processi di rapida
modernizzazione (soprattutto le grandi città e le ex capitali), esistevano
situazioni statiche ed arcaiche riguardanti soprattutto l'estesissimo mondo
agricolo e rurale italiano.
In modo particolare è necessario accennare alle forti
disparità socioeconomiche fra il settentrione e il meridione del paese,
esemplificate nella cosidetta questione meridionale, eredità tutt’oggi
esistente.
(4)
Gli ordinamenti
civili: istituzioni, partiti; classe politica, lineamenti politica interna;
preparazione psicologica alla guerra
La Nuova
Era Prussiana inizia con Guglielmo I reggente dal 1858 per Federico Guglielmo IV,
infermo di mente, che mette in carica un ministro liberale e tenta una riforma
dell’esercito, respinta dalla maggioranza parlamentare liberale timorosa di un
rafforzamento della Corona. La lotta fra liberali e sovrano, acuita dalla
formazione del partito progressista di Waldeck (1861), termina con la nomina
nel 1862 a primo ministro di Otto von Bismarck (1815-98), che, pronto a
governare anche contro la
Costituzione ed il Parlamento, potenzia l’Esercito facendone
una forza preminente che impronta anche la vita civile.
L'Impero austriaco era diviso in vari organi amministrativi
chiamati diete. Queste potevano riunirsi in consiglio nella capitale per
discutere di problemi e questioni. Ogni dieta eleggeva i propri rappresentanti,
che avevano il compito di illustrare e discutere degli avvenimenti dinnanzi al
governo centrale di Vienna. Le diete perlopiù servivano da intermediario fra le
varie etnie dell'Impero e la dominante maggioranza tedesca. A capo dello
stato vi era l'Imperatore, che dal 1867 assunse anche il titolo di Re
d'Ungheria, le sue decisioni dovevano rispettare le norme della
Costituzione, che poteva essere a sua volta discussa e cambiata.
All'inizio della sua costituzione, l'Impero guidato da
Metternich assunse un aspetto conservatore e reazionario, ma dopo le sconfitte
subite nelle guerre di indipendenza italiane e nella guerra austro-prussiana
l'Imperatore Francesco Giuseppe fu "costretto" dalle circostanze ad
attuare riforme liberali con aria democratica, concedendo ai sudditi una costituzione
e un parlamento.
Istituzionalmente
e giuridicamente, il Regno d'Italia venne configurandosi come un ingrandimento
del Regno di Sardegna. Esso fu infatti una monarchia costituzionale, secondo la
lettera dello statuto albertino concesso a Torino nel 1848. Il Re nominava il
governo, che era responsabile di fronte al sovrano e non al parlamento,
manteneva inoltre prerogative in politica estera e, per consuetudine, sceglieva
i ministri militari (Guerra e Marina). Il diritto di voto era attribuito,
secondo la legge elettorale piemontese del 1848, in base al censo; in questo
modo gli aventi diritto al voto costituivano appena il 2% della popolazione. Le
basi del nuovo regime erano quindi estremamente ristrette, conferendogli una
grande fragilità.
b.
Le origini del conflitto
(1)
Gli antefatti:
avvenimenti che hanno influito sulla recente politica interna ed esterna; stato
di tensione fra le parti avverse
La
crisi austro prussiana ha origine dalla disputa riguardo i così detti ducati
dell’Elba di origine tedesca, ma parte del Regno di Danimarca sin dal 1460. Nel
1847 i nazionalisti tedeschi approfittarono della crisi per la successione di
Cristiano VIII per unirsi e dichiarare la secessione dalla Danimarca.
Il
governo danese offrì l’indipendenza all’Holstein ma invece di concedere analoga
sorte allo Schleswig decise di annullare ogni privilegio legale e linguistico e
riannetterlo completamente al Regno di Danimarca[ii]. La Dieta Federale
Tedesca chiese alla Prussia di intervenire e così fece e con una breve campagna
vittoriosa imponendo la riaffermazione dello status quo ante.
Negli
anni seguenti si succedettero ulteriori scontri e contrasti che sfociarono
nella guerra tedesco-danese del 1864 dovuta alla promulgazione della nuova
costituzione da parte di Re Federico VII di Danimarca dove lo Schleswig veniva
annesso allo stato danese.
Di
nuovo la Dieta Federale
Tedesca chiese l’intervento delle due potenze germaniche ossia della Prussia e
dell’Austria. Queste invasero la
Danimarca nel febbraio del 1864 ed in quattro mesi di combattimenti
allontanarono i danesi dai due ducati.
Quando
la Danimarca
accettò la sconfitta cedette i due ducati congiuntamente alla Prussia e
all’Austria che avevano due obiettivi completamente differenti. La Prussia avrebbe voluto
vedere i due ducati annessi al proprio territorio per rafforzare il controllo
del Mar Baltico mentre l’Austria li avrebbe voluti riunire e farli governare
dal Duca Friedrich von Augustenburg nobile tedesco di chiare tendenze filo
austriache.
Ci
volle più di un anno per arrivare ad un compromesso che vide l’Austria
amministrare l’Holstein e la
Prussia lo Schleswig.
Per
quanto riguarda il rapporto tra Italia e Austria, questo si inquadra nel
processo di unificazione italiano ossia il Risorgimento. La prima fase del
Risorgimento (1847-1849) vede lo sviluppo di vari movimenti rivoluzionari e di
una guerra anti austriaca, sviluppatasi in occasione della rivolta delle Cinque
giornate di Milano (1848) condotta e persa da Carlo Alberto, conclusasi con un
sostanziale ritorno allo "statu quo ante". La seconda fase,
maturata nel biennio 1859-1860, fu quella decisiva per il processo
d'unificazione italiano. Grazie all'alleanza con la Francia di Napoleone III il
Piemonte di Cavour e Vittorio Emanuele II affrontò di nuovo l’Impero Austriaco
e riuscì, anche per la circostanza imprevista delle annessioni di Toscana,
Emilia e Romagna, che si erano nel frattempo liberate, a raggiungere l'unità
che sarà infine completata dalla Spedizione dei Mille garibaldina
(2)
Le cause reali,
remote e prossime: questioni di natura territoriale, economica, spirito di
rivincita, mire espansionistiche, aspirazioni di supremazia, mantenimento della
supremazia
Nel
1862 divenne primo ministro della Prussia Otto von Bismark, il quale in un
celebre discorso annunciò le sue intenzioni di riorganizzare e consolidare la Confederazione Germanica
con “sangue e ferro” qualora necessario. Bismark era senza dubbio un
nazionalista convenzionale. Egli accompagnò il suo noto discorso “sangue e
ferro” con un promemoria che sottolineava che il suo obiettivo non era di
unificare la Germania
bensì di liberare la Prussia
dalla rete dei trattati federali intessuti dal Metternich nel 1815 e di
“esercitare l’intera forza del peso prussiano in Germania”. Quello che
caratterizzò il Bismark fu la capacità di far ricorso a linguaggi e slogan
caratteristici dei nazionalisti liberali tedeschi per raggiungere quanto voleva
il suo sovrano Guglielmo I, un allargamento della Prussia che sarebbe diventata
egemonica con l’abolizione della Confederazione del 1815 guidata dall’Austria.
Come
Federico il Grande, Bismark credeva che il primo obiettivo per la Prussia fosse l’espansione
territoriale al fine di sopperire alle indifendibili frontiere naturali. Ma a
differenza dell’illustre predecessore, invece di volgersi ad est Bismark guardò
dalla parte opposta annettendo i ducati di Holstein e Schleswig e unificando le
due parti della Prussia, conquistando i vari principati e città libere tra essi
frapposti[iii].
Sul
fronte italiano la problematica alla base del confronto era sempre la stessa
ossia completare il processo di unificazione iniziato con la prima guerra di
Indipendenza a scapito dei territori della penisola sotto controllo austriaco.
(3)
Le cause
apparenti: le cause gli scopi conclamati dalle parti: provocazioni, incidenti
diplomatici, di frontiera, liberazioni di territori o di minoranze “oppresse”
Dopo
una serie di incontri per assicurarsi la neutralità in caso di conflitto da
parte di Francia e Russia ed una eventuale alleanza offensiva con l’Italia il
Primo Ministro prussiano aumenta la pressione verso l’Austria proponendo
l’abolizione della Confederazione Germanica dominata da una dieta di principi
per sostituirla con un parlamento di elezione popolare.
L’Austria
rispose con una mossa azzardata ossia rimettere la decisione sulla sorte dei
due ducati dell’Elba alla Confederazione Germanica con la speranza di ottenere
l’appoggio degli stati medi tedeschi. Il risultato fu che ciò offrì a Bismark
il casus belli che attendeva poiché a
seconda dei precedenti accordi la questione dei ducati dell’Elba era di
esclusiva competenza della Prussia e dell’Austria.
Per
l’Italia la liberazione del Veneto era di primaria importanza e aveva una
enorme legittimazione da parte dell’opinione pubblica. Infatti non era altro
che la prosecuzione di un processo iniziato circa venti anni prima. In questa circostanza,
alleata alla Prussia, attendeva nella speranza di avere l’occasione per poter
rivendicare il territorio sotto dominazione austriaca con il supporto di un
potente alleato che avrebbe potuto distogliere enormi risorse dal fronte del
Sud.
[i] Austria, Saxony, Bavaria, Baden, Württemberg, Hanover, Hesse-Darmstadt, Hesse-Kassel, Reuss
Elder Line, Saxe-Meiningen, Schaumburg-Lippe, Nassau.
Prussia, Italia, Mecklenburg-Schwerin, Mecklenburg-Strelitz,
Oldenburg, Anhalt, Brunswick, Saxe-Altenburg, Saxe-Coburg and Gotha, Lippe,
Schwarzburg, Waldeck, Bremen, Hamburg, Lübeck.
[ii] A differenza dell’Holstein che nel 1815 era
stato ammesso alla confederazione germanica ed aveva la maggioranza della
popolazione di lingua tedesca lo Schleswig contava almeno il 50% di popolazione
danese.
domenica 15 dicembre 2019
martedì 10 dicembre 2019
La Guerra del 1866. III di Indipendenza 2
1.
PREMESSA
a.
Avvenimento
oggetto di studio
In
questo studio andremo ad affrontare i fatti relativi a tre battaglie svoltesi
nel 1866 nell’ambito di quella che in Italia viene chiamata la terza guerra di
indipendenza ma che nel resto d’Europa è più comunemente conosciuta con il nome
di guerra austro-prussiana del 1866. In particolare, i fatti d’arme che andremo
ad analizzare sono la battaglia di Custoza, la battaglia di Sadowa e la
battaglia navale di Lissa.
b.
Suoi limiti di
tempo e di spazio
Tutta
la guerra si svolge nell’arco di poche settimane[i] e, più
precisamente, possiamo dire che tra Prussia e Austria inizia il 17 giugno
quando la prima avvia le operazioni contro l’Hannover e finisce con l’armistizio di Nikolsburg, mentre per
quanto riguarda il fronte italiano, il conflitto inizia il 20 giugno
e finisce il
12 agosto con la firma dell’armistizio di Cormons.
In
particolare, dopo un inquadramento generale, ci occuperemo degli specifici
avvenimenti, ovvero delle battaglie di:
-
Custoza,
che si svolge il 24 giugno 1866, anche se l’insieme delle operazioni si sviluppano
tra il 23 giugno, con l’attraversamento del Mincio, e la tarda sera del 24, con
l’ordine di ritirarsi al di là dello stesso fiume;
-
Sadowa,
più nota con il nome di battaglia di Koniggratz, evento cruciale dei successi
Prussiani si svolge nella giornata del 3 luglio, ove ci concentreremo sulle
operazioni della giornata;
-
Lissa,
nome italiano dell’isola di Vis in Croazia, maggiore battaglia marina del
conflitto, che si volge tra il 18 ed il 20 luglio.
c.
Scopi e criteri
(eventuali) dello studio
Lo scopo del lavoro è quello di individuare le
principali differenze che hanno determinato le sorti delle tre battaglie ed in
particolare, quali possano essere gli elementi che hanno portato alla vittoria
del Generale Von Moltke a Sadowa e la sconfitta (o percepita sconfitta) dei
comandanti italiani di terra e di mare.
Al fine di raggiungere questo obiettivo vogliamo
analizzare quali piani d’operazione sono stati preparati, messi in atto e quali
siano stati i riferimenti dottrinali presi in considerazione dai differenti
comandanti.
(il prossimo post sarà pubblicato in data 20 dicembre 2019)
[i] Altrimenti
nota, al di fuori dell’Italia, come “Guerra delle Sette Settimane”.
giovedì 5 dicembre 2019
lunedì 25 novembre 2019
La Guerra del 1866 III Guerra di Indipendenza
CAPITOLO
I – LA GUERRA DEL 1866
1.
PREMESSA
2.
I BELLIGERANTI LE ORIGINI DEL
CONFLITTO DEL CONFLITTO
CAPITOLO
II – LA BATTAGLIA DI CUSTOZA
1.
SITUAZIONE GENERALE
2.
SITUAZIONE PARTICOLARE AVVENIMENTI
CAPITOLO
III – LA BATTAGLIA DI SADOWA
1.
SITUAZIONE GENERALE
2.
SITUAZIONE PARTICOLARE
3.
AVVENIMENTI
CAPITOLO
IV – LA BATTAGLIA DI LISSA
1.
SITUAZIONE GENERALE
2.
SITUAZIONE PARTICOLARE
3.
AVVENIMENTI
CAPITOLO
V – CONCLUSIONI
(Prossimo post in data 10 dicembre 2019)mercoledì 20 novembre 2019
venerdì 15 novembre 2019
domenica 10 novembre 2019
martedì 5 novembre 2019
venerdì 25 ottobre 2019
domenica 20 ottobre 2019
martedì 15 ottobre 2019
giovedì 10 ottobre 2019
venerdì 4 ottobre 2019
QUADERNI DEL NASTRO AZZURRO n. 4 del 2018 Copertine

ANNO LXXX, Supplemento IX, 2018, n. 4
In Copertina
Medaglia della Vittoria coniata e firmata da Luciano Zaniella
prodotta in tiratura limitata
67 mm di diametro e pesa 140 grammi
Disponibile in bronzo similoro
E' possibile richiederla alla Presidenza dell'Istituto del Nastro Azzurro
(segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)
venerdì 27 settembre 2019
QUADERNI DEL NASTRO AZZURRO Sommario e Nota Redazionale
SOMMARIO
Anno LXXIX, Supplemento IX, 2018, n. 4, 10° della Rivista “Quaderni” www.istitutodelnastroazzurro.it indirizzo:centrostudicesvam@istitutonastroaz zurro.org
Editoriale del Presidente. Carlo Maria Magnani:
APPROFONDIMENTI
AA.VV, La Battaglia di Vittorio Veneto. Ricostruzione ed Analisi.
Luigi Marsibilio, La Battaglia di Vittorio Veneto
Osvaldo Biribicchi, Comando Supremo Regio Esercito. Le truppe italiane negli altri campi della Grande Guerra
Massimo Coltrinari, Un elenco Glorioso. Le Armate Italiane a Vittorio Veneto nella versione del Comando Supremo.
Alessia Biasiolo, L’Impero italiano in epoca fascista
DIBATTITI
Giovan Battista Birotti, Soldati e contadini. L’Esercito giapponese nel periodo Meiji (1868-1912)
ARCHIVIO
Redazionale, Chiara Mastroantonio, Lo Statuto della Legione AzzurraPag.00
MUSEI,ARCHIVI E BIBLIOTECHE
Alessio Pecce, Giulio Moresi, aspirante ufficiale, bersagliere, caduto il 17 agosto 1917 sull’Hermada, sul Carso. Il Ricordo
Posteditoriale: Antonio Daniele, Il Calendario azzurro per il 2019
IL MONDO IN CUI VIVIAMO: LA REALTA’ DI OGGI
UNA FINESTRA SUL MONDO Sandra Milani, L’uso delle sostanze stupefacenti come strategia nella guerra e nel terrorismo islamico
GEOPOLITICA DELLE PROSSIME SFIDE Luca Bordini, Riflessioni sulla comunicazione digitale delle Forze Armate
Autori. Hanno collaborato a questo numero.
Articoli di Prossima Pubblicazione
Segnalazioni Librarie.
CESVAM NOTIZIE Centro Studi sul Valore Militare
I “Quaderni on Line”, Supplemento on Line, Anno 5°, V, 2018, Maggio 2018, n. 30
I “Quaderni on Line”, Supplemento on Line, Anno 5°, VI, 2018 Giugno 2018, n.31.
I “Quaderni on Line”, Supplemento on Line, Anno 5°, VII, 2018, Luglio 2018, n. 32
“Quaderni” on line sono su: www.valoremilitare.blogspot.com
PER FINIRE Massimo Coltrinari, Il Valore Militare attraverso le Cartoline Militari ed oltre
Nota redazionale: Il seguito di riflessioni in questo fine anno non può portare che ad aggiustamenti sulla attività del CESVAM. Si dovrà porre maggiore attenzione alle attività esterne del CESVAM stesso e porre delle pregiudiziali di collaborazione che siano allineate al livello di ambizione del CESVAM. Il dibattito che necessariamente deve esistere all’interno deve passare attraverso una distinzione. L’Istituto del Nastro Azzurro ha due componenti che lo distinguono dalle altre Associazioni
Combattentistiche. La prima. È quella dell’associazionismo combattentistico” in cui è necessario porre alla base la componente militare, quella di chi ha mostrato il proprio valore militare e gli è stato riconosciuto, quella associativa e in parte reducistica. Tutti elementi che fanno capo, almeno per i militari, alla legge dei Principi del 1977 che deve animare ogni militare della Repubblica se si vuole definire tale. In pratica è una funzione verso l’interno dell’Istituto, nelle sue componenti ed articolazioni. La seconda. Quella di Ente Morale, che deve ispirare l’azione dell’Istituto del Nastro Azzurro al pari dei suoi similari (Istituto della Previdenza Sociale, Istituto per la Storia del Risorgimento, Croce Rossa, ecc.) in cui la componente militare è sempre presente, in cui emerge quella di chi ha mostrato il proprio valore militare, ma non gli è stato riconosciuto ufficialmente con le previste decorazioni e modalità, in cui emergono in oltre misura la disponibilità, l’altruismo, il senso di appartenenza, le tradizione militari dei Corpi e delle Unità, il senso del servizio, e soprattutto la volontà di portare i principi statutari anche verso l’esterno, verso le componenti della società civile, le nuove e le vecchie generazioni, nelle forme più efficaci. In pratica è una funzione verso l’esterno dell’Istituto. Fra le due componenti vi deve essere sinergia, armonia, collaborazione. Occorre in tutti i modi che non emergano contrasti, invidie, contrapposizioni, prese di posizioni imposte, intolleranza. Qualora queste emergessero sarebbe un gravissimo errore quello di affrontarle di petto, con ”fieri ed animati accenti”; più opportuno ed intelligente sarebbe la soluzione che adotti pazienza, silenzio, comprensione e soprattutto mettere spazio e tempo per spegnere ogni fuoco o fuocarello. A questo proposito viene in aiuto Italo Calvino, il quale scrive in “Le città invisibili”
L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se n’è uno, è quelle che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne: il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione ed apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in merito all’inferno, non è l’inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”
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